Il presidente del Venezia Joe Tacopina ha parlato oggi al Taliercio e ha fatto un ampio punto della situazione sul progetto relativo al nuovo stadio di Tessera dopo le dichiarazioni di ulteriore apertura rilasciate nei giorni scorsi dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Ecco tutti i dettagli del pensiero del numero uno arancioneroverde
Presidente Tacopina, innanzitutto si aspettava, questa settimana, le dichiarazioni del Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, in merito allo stadio nuovo?
“Lui ha detto la verità, che è quello di cui si parlava da tanto tempo. Stava a lui decidere quando renderlo noto, ma tutto ciò che ha dichiarato è cosa risaputa. E i miei manager sono in contatto con la Save”.
Per quanto riguarda la raccolta dei fondi per realizzare lo stadio e gli annessi, a che punto siamo con la raccolta dei fondi ed i relativi sottoscrittori?
“Abbiamo già un gruppo molto forte di investitori che sono parte del mio club. Diciamo che molte persone sono interessate a far parte di questo progetto, perché sarà sicuramente uno dei più importanti a livello non solo italiano ma anche europeo, per cui ci sono, appunto, molte persone che vorrebbero entrarne a far parte. Valuteremo la cosa man mano”.
Lei ha sentito le dichiarazioni dell’ex Assessore allo Sport del Comune di Venezia, il quale non vorrebbe il centro commerciale accanto allo stadio?
“Le persone, a mio parere, non dovrebbero parlare di ciò che non conoscono, se non hanno presente il progetto nel dettaglio e tutti gli aspetti di cui stiamo parlando. Noi non stiamo assolutamente discutendo di un centro commerciale, ma di qualcosa di molto differente. Stiamo parlando infatti di negozi, ristoranti, che saranno funzionali alla struttura sportiva che andremo a realizzare. Sicuramente non avremo supermercati, quindi non venderemo ad esempio frutta e verdura. Quello che stiamo proponendo in realtà è un modello che ha molto successo negli Stati Uniti, ma anche in molte parti d’Europa. In altre parole noi proponiamo un villaggio commerciale che sia in grado di far restare le persone anche dopo la partita. Quindi tutto quello che stiamo progettando è assolutamente complementare alla parte sportiva. Non ci interessa assolutamente competere con Venezia o trovare situazioni che vadano in attrito con la città. È solo un progetto che ha, appunto, degli elementi che sono funzionali all’aspetto sportivo”.
Per quante persone sarà progettato lo stadio in quanto tale?
“Tra i 22 ed i 25 mila”.
Ma tornando al centro commerciale: la gente, in concreto, che cosa ci troverà? Che cosa potrà fare dentro di esso?
“Fondamentalmente sarà un mix di ristoranti e negozi che saranno comunque funzionali, tengo a ribadirlo, alla parte sportiva, nel senso che, per esempio, i negozi venderanno anche abbigliamento sportivo. Ma comunque quello che si vuole fare è creare, per le persone, un’esperienza in modo che esse non arrivino lì solo per vedere, un’ora o due ore prima la partita, ma magari potersi fermare anche un giorno prima, vivendo appunto un’esperienza diversa”.
E quindi si può finalmente dire che, dopo tante attese e speranze, si avrà un progetto con date precise?
“Sono venuto qui perché volevo realizzare lo stadio, perché credo che sia anche necessario al nostro progetto sportivo, perché, se lo vogliamo coronare, non possiamo non avere uno stadio adeguato. E comunque, questa secondo me rappresenta un’opportunità incredibile, perché significa dare alla città oltre 10000 posti di lavoro. Per realizzare tutto questo non chiediamo soldi né alla città né al Comune, ma anzi ne porteremo, e saremo orgogliosi di donare questo progetto alla comunità”.
Quanto tempo vi siete dati per potervi disputare le partite, nel nuovo stadio?
“Pensiamo di poterci giocare nella stagione 2019/2020”.
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