Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate da Stefano Giacomelli al “Giornale di Vicenza”:
«Perugia. Praticamente, casa mia. Entro all’84’ e meno di due minuti dopo segno il gol vittoria. Meglio di così non poteva andare. Ah, e c’era Bisoli sulla panchina del Perugia! Se ne abbiamo più parlato? Forse me la sta facendo pagare adesso… – ride -. Scherzo, eh! A Perugia non mi vogliono tanto bene perché ho giocato a Foligno e Terni, e perché in più occasioni avrei potuto andare là ma la cosa non si è mai concretizzata. Io non ho nulla contro di loro, anche se la mia esultanza dello scorso anno può essere stata un po’ fraintesa… Quanto sarà difficile? La verità è che siamo come due settimane fa: tocca andare a far punti al Curi, ma dobbiamo metterci la stessa cattiveria e concentrazione visti col Pisa e non essere molli come con il Frosinone».
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«L’infortunio? Non pensavo fosse così duro da affrontare e soprattutto così dura ripartire. Prima avrei detto che il momento più difficile era quello precedente all’operazione, ora – che sono passati tanti mesi – riconosco che il dopo è stata la parte più dura. Soprattutto se le cose, quando rientri, non vanno come vorresti. Mi sento quello di prima, anche se la caviglia rimane e rimarrà diversa e più gonfia dell’altra. Cos’ho imparato? Che ci vuole tanto per arrivare su, ma un secondo per ritrovarti dietro a tutti».
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«Il mio futuro lo vedo qui, anche se il mio contratto scadrà già il prossimo anno. Comunque mi è già capitato di parlare per provare a proseguire questo amore. Lo chiamo così perché io qui ho raggiunto il massimo. La cosa più difficile, ora, è mantenere tutto questo. Il futuro del Vicenza? Quest’anno è partito un progetto, e sapevamo che sarebbe stato difficile. Stando tutti uniti si può, anzi, si deve riuscire a raggiungere il nostro obiettivo. Rispetto allo scorso anno, a dieci giornate dalla fine abbiamo tre punti in più: non c’è tanta differenza, dipende solo da noi».
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