VENEZIA – Trentotto anni e vivere due promozioni consecutive da protagonista. E da capitano.. Nato a Marghera, col Venezia nel cuore e con una fascia di capitano che ha confermato anche quest’anno, in un campionato straordinario. La Serie B è già in tasca, il primo posto anche, mancherebbero Supercoppa e Coppa Italia per trasformare la stagione 2016-2017 in una gemma da incastonare nella bacheca di famiglia. Evans Soligo si gira indietro e quasi gli scappa la lacrimuccia, il weekend appena trascorso è stato un sogno, con la promozione in tasca e con un trofeo che rimane alla portata per completare il capolavoro.
Soligo, è quasi un sogno?
«Ho 38 anni, ho questa squadra e questi colori nel cuore, ho sofferto tanto, dato e ricevuto tanto. Questo trionfo per me è la soddisfazione più bella, non credevo che avrei vissuto una gioia di questo tipo».
Però, quando firmò per il Venezia, forse intuì che potesse nascere qualcosa di grande…
«E’ vero, lo ammetto, quando mi trovai davanti Perinetti la prima volta non sapevo ancora che dietro di lui ci sarebbe stato Tacopina. Ma mi bastò la sua presenza, uno come lui che scendeva in Serie D non poteva che significare che c’era qualcosa d’importante in ballo, che qualcosa di grosso bolliva in pentola».
Siete partiti quasi senza tifosi, o comunque con una tifoseria frammentata e disorientata. Sabato il Penzo contava 6mila presenze. Secondo lei è un buon risultato?
«So che c’è chi si sarebbe aspettato maggior seguito, ma quando viene distrutto tutto per tre volte, poi diventa difficile per chiunque ricostruire. La società ha lavorato tantissimo sulla credibilità, vedere nuovamente il Penzo pieno sabato è stata una gioia per chi come me ha vissuto tutto sulla sua pelle. Penso che le cose miglioreranno ancora».
Magari nemmeno lei si aspettava di giocare tutte queste partite…
«Certo, devo fare i conti con la carta d’identità, ho 38 anni e non sono più un ragazzino. Sono partito dietro, ho dovuto convincere il mister, ma è stato bello farlo, perché Inzaghi una chance l’ha data a tutti e se dimostravi di meritare di scendere in campo, il mister ti dava il via libera. Penso di essermi giocato bene le mie chance in Coppa Italia e sono stato riconfermato. Questa è stata la vittoria più bella, oltre che vincere questo campionato da capitano».
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Le piacerebbe rimanere anche il prossimo anno?
«Certo che mi piacerebbe rinnovare il contratto… Ma la società deve fare le proprie scelte con tranquillità, so bene di avere una certa età. Eppure qualcosa penso di averlo dimostrato anche a 38 anni, no?».
Fonte: Corriere del Veneto, trovate il resto dell’articolo in edicola oggi