Come da programmazione, questa sera Sky Sport per “I signori del calcio” ha trasmesso un’intervista a Filippo Inzaghi, incentrata soprattutto sull’annata vincente vissuta con il Venezia FC. La location prescelta per la registratazione è stata Jesolo. Il programma è iniziato con una serie di clip dedicata ai migliori momenti vissuti, sia da calciatore che da allenatore, dall’attuale tecnico lagunare. Questi alcuni dei principali pensieri raccolti dal giornalista di Sky, Alessandro Alciato.

“E’ stata un’annata fantastica vissuta qui a Venezia, purtroppo me la sono goduta poco perché io ed il mio staff abbiamo vissuto a Mestre, dove abbiamo i campi di allenamento. E’ stata una stagione davvero impegnativa che ci ha costretti a tante riunioni a Mestre e poche a Venezia. Adesso recupereremo il tempo e ci godremo anche Venezia, che è una delle città più belle al mondo. Però con questo spirito e soprattutto dopo aver vinto penso che Venezia risulterà ancora più bella di quella che è”.
Come è stata costruita l’annata vincente.
“Credo che la cosa più importante sia stata l’applicazione dei miei giocatori, poi la società ha fatto le cose bene in questi due anni, due promozioni. Io ed il mio staff abbiamo lavorato con grande dedizione tutti i giorni, probabilmente lo abbiamo trasmesso alla squadra che ha dato tantissimo”.
L’arrivo a Venezia
“Mi ha chiamato il direttore Perinetti, mi ha prospettato quest’opportunità, ho incontrato il presidente Tacopina e dal primo momento è scattata una sorta di stima reciproca. Vedevo nel presidente questa grande ambizione, pensavo che mi offrisse tutto quello di cui avevo bisogno per poter lavorare al meglio, come piace a me. Poi anch’io non pensavo fosse una stagione così travolgente, ecco perché al di là del risultato del campo e delle vittorie, è stato il dominio assoluto del campionato, con tredici punti di vantaggio sulla seconda, in un girone difficilissimo che mi ha reso felice. Questo rendimento così eclatante neppure io me lo aspettavo, però ci speravo, perché uno che fa il mio lavoro deve anche sperare di poter vincere”.
La promozione
“La promozione in serie B è stata qualcosa di speciale, i miei giocatori l’hanno resa più semplice di quello che è stato, perché quando hai in un girone Parma, Reggiana, Padova, Pordenone, che sono squadre ambiziose, alcune con un pubblico da serie A, diventa difficile pensare di dover dominare così un campionato. Invece noi siamo stati bravi. Dal primo giorno del ritiro ho capito che questa squadra poteva darmi tanto, poi è chiaro che quando raggiungi il primo obiettivo, che era la serie B, ovvero quello più importante, magari pensi che gli altri due puoi anche non vincerli. Invece questa squadra è stata incredibile, perché anche nella finale di Coppa Italia, che era una gara difficile contro un Matera che si giocava tutto, ha dimostrato veramente un’applicazione incredibile. Questo mi rende orgoglioso, perché probabilmente la mia fame di vittorie sono riuscito comunque a trasmetterla”.
Sugli attaccanti del Venezia, ed in particolare sulla punta centrale
“Intanto io non alleno solo il numero 9, io alleno tutti, per cui non posso pensare che i miei attaccanti possano imitarmi. Questo non lo voglio. Chiaro che cerco di allenarli, di dargli dei consigli, di fargli apprendere quelli che erano i miei segreti, però poi ognuno dev’essere sè stesso. Ho un rapporto bellissimo con la squadra, abbiamo instaurato qualcosa di speciale. Penso che all’inizio un allenatore come me, che magari per qualcuno è stato anche un idolo, possa agevolarti, però se poi non dimostri di essere comunque onesto, di tenerci, di far vedere che sei il primo a rispettare le regole, perdi credibilità. Invece agli occhi loro, la mia credibilità è aumentata giorno dopo giorno, e non per caso si ottengono poi queste vittorie”.
Sul fatto che mister Inzaghi abbia dichiarato nei giorni scorsi di aver preso ad esempio la Juventus
“In particolare vedere Mandzukic che fa la mezzala o il terzino è di monito per qualsiasi squadra o giocatore. In alcune partite anche noi del Venezia abbiamo dovuto soffrire ed i miei attaccanti si sono dovuti sacrificare quindi ho preso Mandzukic come esempio. Poi ovviamente punto di riferimento sono quelle squadre che attualmente sono quelle più compatte e vincenti”.
Tornando alla stagione del Venezia
“Quest’anno la B era il raggiungimento di un sogno che avevamo all’inizio dell’anno, e come staff sapevamo che ci stavamo prendendo un rischio, anche perché se avessi fatto male in Lega Pro non so che cosa si sarebbe detto…Però io non ho mai pensato di poter far male, ho sempre pensato che se avessi potuto lavorare come so, di solito nella mia carriera i risultati arrivano. Ed ora sono felice”.
Dopo l’esperienza Milan, è arrivata quella con la formazione arancioneroverde
“Devo ringraziare il Milan perché quello sicuramente è stato un anno fondamentale. Poi mi sono rimesso in gioco, sapevo che se avessi trovato un ambiente giusto, che mi avesse fatto lavorare come facevo negli Allievi, in Primavera e mi avesse consentito di avere il mio staff, mi avesse dato il modo di trasmettere le mie idee, le mie convinzioni, probabilmente sarei ritornato a vincere. Ed è stato così, io sono contento e vado avanti per la mia strada, quello che sarà il mio futuro vedremo, ma io sono molto convinto del mio lavoro. Spero di togliermi delle soddisfazioni, perché per me quello di quest’anno sarà un anno che ricorderò per tutta la vita: abbiamo fatto il double, possiamo fare il triplete e sono cose che non capitano tutti i giorni, anche perché la Lega Pro è difficile da vincere”.
Sul futuro
“L’obiettivo è quello di tornare a grandi livelli, magari al Milan. Se uno pensa al futuro non si può sapere che cosa ci attenda, la cosa più bella per me è poter lavorare bene. D’ora in avanti cercherò sempre degli ambienti in cui ci sia una società forte alle spalle, devo avere una squadra forte, assieme ad uno staff di grande livello che ho io, e così riesco a fare la differenza. Per cui per allenare dovrò avere tutti questi presupposti, sennò sto a casa, non correrò più nessun rischio. Vedremo di andare avanti com’è stato quest’anno”.
Tornando sulla scelta della scorsa estate
“Sarei potuto andare in Cina, ma non avevo la sicurezza di poter portare il mio staff, cosa che invece il Venezia mi garantiva, per cui la decisione è stata solo per questo. Visti i tanti fans un giorno potrei andare in Cina. Il Venezia non mi ha chiesto un colloquio, mi ha chiesto solo se volevo andarci, allora da quello ho capito che lì ci sarebbe stata la totale fiducia nei miei mezzi, nelle mie idee, che quindi mi avrebbero lasciato lavorare come piace a me. Allora ho detto subito sì, anche perché non vedevo l’ora di firmare e di rimettermi in gioco. Non ho guardato la categoria, so che persona era Perinetti e quando ho conosciuto Tacopina mi ha trasmesso entusiasmo e libertà di fare, per cui quel giorno lì ho firmato subito”.