Imbottito di antiepiterici per un violento attacco febbrile che ne aveva messo in forse pure la presenza alla festa promozione, Filippo Inzaghi è stato uno dei più acclamati a Rialto. Superpippo arriva alle 19.38, accompagnato dallo staff e subito parte il coro: “O Pippo resta con noi!”. Lui, visibilmente commosso, prende la parola a fatica, ma non offre nessuna garanzia granitica sul prossimo anno: “Il merito va ai giocatori – sorride – è loro che dovete ringraziare. Sono loro che hanno fatto qualcosa di grande, sono loro che meritano tutto questo. Andare in Serie B era la cosa più importante, ma vincere aiuta a vincere e abbiamo ancora una Supercoppa da sollevare. Fare l’allenatore è molto più difficile che fare il giocatore, vincere dà una soddisfazione in più”.