• 20 Gennaio 2026

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Hellas Verona-Carpi, Pecchia: “Abbiamo in mano il nostro destino! E con la Curva Sud riaperta…”

uò essere tutto o niente, questo giorno di maggio. Ieri i cuori gialloblù hanno celebrato il trentaduesimo compleanno dello Scudetto. Da quel pomeriggio di pioggia gioiosa, sotto il cielo di Bergamo, sono trascorse vite, amori, illusioni, sogni, speranze, sconfitte, amori. Il Verona è sempre rimasto e oggi, battendo il Carpi al Bentegodi, potrebbe tornare matematicamente in Serie A. Dipenderà anche dal risultato del Frosinone: non vincesse a Benevento, i tre punti garantirebbero all’Hellas la promozione. Un traguardo che premierebbe una stagione in cui il Verona ha dovuto ricostruirsi nella testa, dopo lo scempio dello scorso campionato.

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«Zero calcoli, restiamo concentrati solamente sulla nostra partita. Il Carpi è un avversario di valore, una squadra forte, pericolosa. Questo è il nostro obiettivo, non dobbiamo pensare ad altro», il monito di Fabio Pecchia. Anche lui è passato per delle burrasche, ma ha ripreso in mano il timone della nave e ora intravede l’approdo sospirato e desideratissimo. Intanto c’è da conservare il secondo posto. Dopo, se il Frosinone dovesse restare incollato all’Hellas, tutto sarebbe in ballo all’ultima giornata, giovedì: Verona a Cesena, i ciociari in casa con la Pro Vercelli, ricordando che la Spal affronterà a Ferrara il Bari. Ma Pecchia raccomanda: «Il Carpi, soltanto il Carpi».

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«La presenza dei nostri tifosi è fondamentale – dice Pecchia –, a maggior ragione in una gara come questa. Che ci sia stata la riapertura della Curva Sud è una cosa bella per noi e per tutta la città. Adesso tocca al campo. Testa bassa e pedalare: dobbiamo giocare una grandissima partita. E quando la testa la rialzeremo, allora vedremo che cosa sarà successo». Per i conti ci sarà tempo dopo il triplice fischio finale dell’arbitro dell’incontro, il signor Pasqua di Tivoli. Perché c’è una verità che va al di là delle congetture e dei numeri, ed è quella che esce dalle parole di Pecchia: «Abbiamo in mano il nostro destino».

(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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