Nessun miracolo, nessun appiglio. Stavolta la retrocessione in Lega Pro è praticamente cosa fatta, frutto di una stagione piena di inciampi, gestita malissimo a livello dirigenziale e conclusa nel modo peggiore. Le note del de profundis per il Vicenza suonano addirittura con una giornata d’anticipo, nonostante rimanga in piedi un surreale appiglio se si battesse 5-0 lo Spezia giovedì e il Trapani (sconfitto ieri 2-1 al Provinciale a tre minuti dalla fine dal Cesena) incassasse un ko con almeno cinque gol di scarto a Brescia. È fantascienza, appunto, o quasi. Certo, nel calcio nulla si può dare per scontato ma questa sembra davvero una pura ipotesi di scuola e nulla più. La realtà dice che l’ennesima sconfitta al Tombolato di fronte a mille tifosi, arrabbiati sì ma forse anche rassegnati, significa chiusura di sipario. Con il ko a Cittadella per 2-0, certo, con la bandiera che sventola sul ponte di comando cinque anni dopo l’ultimo tracollo e, soprattutto, con nessun dirigente che si presenti in sala stampa a metterci la faccia. Questo è il Vicenza 2016-2017, che affonda sul terreno del Tombolato e che rischia adesso di veder sparire 115 di gloriosissima storia. I debiti sono sempre lì, pesantissimi, e lo spettro di un finale nerissimo di stagione esiste. Un finale che, si spera per i tifosi (commoventi pure ieri, in oltre mille a Cittadella in nome dei propri colori), possa invece segnare una ripartenza positiva. C’è anche chi (e non sono pochi, a dire il vero) spera di azzerare tutto, tanta è la rabbia per una situazione che si trascina da tempo e che sembra non avere vie d’uscita. Il 2-0 che matura in novanta minuti tutti griffati granata spinge i biancorossi nel baratro. E riapre il discorso spareggi promozione, visto che il distacco fra terza classificata (Frosinone) e quarta (il Cittadella), al momento è di otto punti.
(Corriere del Veneto, edizione di Vicenza….)