Verona prima provincia in Veneto con quidicimila infortuni l’anno. Poco distante Padova e Treviso. Con dati in crescita tra il 4 e il 5% sull’incidenza degli infortuni mortali e di quelli gravissimi, cioè con prognosi superiore ai 30 giorni. Sono i dati diffusi dall’Inail recentemente che fotografano un fenomeno, quello degli infortuni sul lavoro, in crescita di pari passo con la crescita del Pil che quest’anno supererà sicuramente la soglia psicologica dell’uno per cento di incremento rispetto al 2016, anno che ha visto comunque i principali indicatori economici già robustamente positivi.
Il primo trimestre del 2016 ha visto in totale 18.530 infortuni sul lavoro di vario genere in Regione: un dato ancora in aumento rispetto ai 17296 eventi di questo tipo dello scorso anno. Basterebbe, per diminuire drasticamente questo tipo di eventi, certamente non eliminabili, adottare in maniera diffusa alcune accortezze: guanti e scarpe antinfortunistica leggere anche per gli addetti al magazzino che non hanno a che fare con bancali e transpallet elevatori (per cui è bene ricordare occorre il patentino) e una maggiore diffusione delle mascherine protettive per gli occhi. Sono questi due infortuni, e cioè quelli ai piedi, alle mani e agli occhi, i più frequenti. L’ultimo infortunio sul lavoro grave a Nord Est è registrato a Monfalcone quando un operaio giovedì mattina è caduto da una scala. Stava lavorando alla costruzione della nave da crociera Msc Seaside, una delle più grandi e moderne in cantiere in tutto il mondo. Secondo le informazioni disponibili l’uomo è ancora ricoverato in ospedale, in condizioni serie ma fortunatamente non in immediato pericolo di complicazioni mortali.