Tutto ruota attorno a Federico Viviani. In campo e sul mercato. Regista come pochi in Italia, con tutte le qualità per poter rimanere in Serie A, come probabilmente succederà. Il Verona non ha fretta, la società sta pensando ad una squadra con Viviani e ad una senza il suo più grande investimento della passata stagione insieme a Pazzini, con un contratto di cinque anni e la certezza di aver portato a casa un grande giocatore. La stessa convinzione ce l’hanno in tanti, praticamente tutti quelli che desiderano uno coi piedi buoni che sappia orchestrare il traffico in mezzo al campo. Troppo presto per disegnare scenari e tracciare strade sicure, ma difficilmente Viviani resterà al Verona. La Fiorentina è da tempo in agguato, le altre presto potrebbero muoversi e bussare alla porta del diesse Filippo Fusco che intanto sta studiando ogni ipotesi per farsi trovare comunque pronto. Magari ipotizzando una formula elastica, sotto forma di prestito con diritto di riscatto da presentare al più convinto acquirente.FATTORE-BIGON. Il Bologna ha puntato Artur Ionita. Riccardo Bigon ha avuto modo di valutare da vicino, allenamento dopo allenamento, le qualità del moldavo da tempo inserito dall’Hellas fra i giocatori destinati a produrre plusvalenze. E il nuovo direttore sportivo del Bologna, fino a qualche settimana fa al Verona, ha messo Ionita fra i suoi obiettivi primari, anche su suggerimento del tecnico Roberto Donadoni. Per Ionita c’è sempre l’interesse del Napoli, che però sta guardando soprattutto alla Copa America e verso Firenze per arrivare a Vecino. Proprio la Fiorentina potrebbe presto tornare in pressing su Ionita, cercato già a gennaio con un’offerta di tre milioni di euro rifiutati dall’Hellas. Al Bologna piace anche Filip Helander, colpo riuscito di Bigon per l’Hellas la scorsa estate e destinato a restare in Serie A o a finire in Inghilterra, dove ha sempre parecchio mercato.CORSA IN MEDIANA. Fusco fra le varie opzioni in entrata non può non tener conto di Franco Zuculini, mediano argentino che lui stesso portò a Bologna dopo sei mesi di contratto con l’Arsenal Sarandì. Zuculini è diventato ben presto l’idolo indiscusso del Dall’Ara, giocatore di grande temperamento e generosità, determinante nella promozione del Bologna, ma costretto a guardare dalla tribuna gli ultimi due mesi di campionato per la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro subita nella partita del primo aprile contro il Carpi. Zuculini è tornato a disposizione a metà dicembre, ha disputato due partite con la Primavera a gennaio e riabbracciato la prima squadra per poco più di un quarto d’ora proprio contro il Verona il 4 aprile, in campo esattamente un anno dopo l’infortunio. Il contratto di Zuculini scade il 30 giugno, il giocatore è libero e, a 25 anni, un lusso per la Serie B. L’incognita è solo la lunga inattività, altrimenti sarebbe una primissima scelta.DUBBIO IN DIFESA. Resta in fase di stallo la situazione di Vangelis Moras, anche lui a fine contratto, in questi giorni in Australia per la doppia amichevole con la Grecia. Nella prima è rimasto in panchina per tutta la partita, la seconda è in programma domani. Moras ha già ottenuto una promozione col Verona, nel suo primo anno di Hellas quando arrivò dal Bologna. Probabile anche un suo ritorno in Grecia, eventualità che Moras non ha mai escluso.MATTIA PER MATTIA. Il Verona ha registrato la stagione negativa di Mattia Valoti, trequartista che Mandorlini ha provato con fortune alterne a trasformare anche in centrocampista puro, reduce da sei mesi negativi a Pescara e da altri sei a Livorno dove la musica non è cambiata di molto. L’annata della possibile esplosione si è trasformata in un freno forte alla sua carriera. A lui l’Hellas preferirà certamente Mattia Zaccagni, destinato quasi certamente a diventare uno degli under 21 della rosa di Fabio Pecchia dopo un campionato terminato con la vittoria del girone A di Lega Pro col Cittadella, la conseguente promozione in Serie B e i gettoni ad inizio di stagione con Inter, Fiorentina ed Empoli. Il Verona dovrebbe puntare su di lui.
(Fonte: L’Arena)