«Ciao Emil, sono Gianluigi, in bocca al lupo per la nuova stagione». Magari non sarà stato proprio questo, l’sms inviato da Buffon ad Emil Audero per augurargli una grande stagione a Venezia. Eppure, a forza di stare a contatto con campioni del mondo, il portiere italo-indonesiano, classe 1997, deve ritenersi fortunato. Perché, oltre a messaggiarsi con il portiere più forte del mondo, a sentirlo parlare sembra già un veterano, con un equilibrio e una capacità di lettura anche delle più piccole sfumature che potrebbe portarlo lontano.
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A proposito di Cardiff e della finale di Champions League. Cosa le è rimasto di quell’avventura? «Mi sono sempre sentito parte di quel gruppo, anche se avevo un ruolo particolare e magari non così importante come posso avere quest’anno a Venezia. Ma quello che ho imparato a stare accanto a un campione come Buffon non te lo può dare nessuno. Poi, quando affronti le squadre più forti del pianeta purtroppo può capitare di perdere». L’ha più sentito? «Mi ha scritto pochi giorni dopo la mia partenza per Venezia per augurarmi in bocca al lupo. Non finirò mai di ringraziarlo». Come si è sentito quando l’ha chiamata il Venezia? «Onorato della chiamata, perché quando ti chiamano Perinetti e Inzaghi non si può certo rimanere insensibili. Non voglio dire che sia la stessa cosa che giocare nella Juventus, ma Venezia è tanta roba. Una città splendida e un ambiente che trasuda professionalità a tutti i livelli».
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Il Venezia dove può arrivare? «Penso che ci siano squadre come il Frosinone che per forza di cose partano favorite, ma allo stesso tempo il calcio recentemente ha espresso realtà bellissime in Serie B, capaci di fare il doppio salto in due anni. Certo, ha ragione Inzaghi a frenare, se facessimo il triplo salto sarebbe un’impresa storica. Ma è meglio partire volando basso, anche perché ci saranno tante difficoltà da superare».
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(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)