L’anno in pillole – Il 2017 è, senza alcun dubbio, l’annus horribilis della storia recente e forse anche dell’intera storia del Vicenza. A maggio la retrocessione in Serie C, provocata da una gestione societaria disastrosa, che poi è proseguita anche quest’anno con l’imbarazzante balletto relativo al closing prima con Boreas Capital e poi con Fabio Sanfilippo. E adesso il mancato pagamento degli stipendi con prospettive presenti e future allarmanti, a cominciare dalla messa in mora dei giocatori che potrebbe provocare una fuga generale dei giocatori a gennaio a parametro zero, con la squadra penalizzata di quattro punti, fuori dalla zona playoff e a rischio retrocessione. Peggio di così, onestamente, era difficile immaginare, un’agonia assurda per una tifoseria che meriterebbe un monumento con oltre 6000 cuori biancorossi che hanno deciso di sottoscrivere l’abbonamento nonostante una situazione sconcertante sotto tutti i punti di vista. Il 2018, per evidenti motivi, dovrà per forza andare meglio
Cosa va: riuscire a parlare di aspetti tecnici in un marasma simile è davvero un’impresa. Ci proviamo citando quantomeno una difesa che ha quasi sempre fatto il suo dovere
Cosa manca: sempre che sia possibile fare mercato, la squadra andrebbe soltanto corretta. Basterebbero un paio di innesti, uno in attacco e uno a centrocampo, per il resto tecnicamente i valori ci sarebbero anche, azzerati completamente da tutto quanto accade intorno. Dal mancato pagamento degli stipendi alle più elementari norme di buona gestione di un club
Possibili giocatori in uscita: Nicola Ferrari, Gianmario Comi, Stefano Giacomelli, Marco Romizi, Alessandro Malomo, Davide Bianchi
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