[…]
Nella squadra ci sono calciatori giovanissimi e altri più «anziani», il welfare da spogliatoio nasce da lì. «Nei mesi scorsi — osserva Stefano Fortunato, 27 anni, portiere — dalla vecchia società ci era arrivato un premio da 1.500 euro e con quei soldi abbiamo aiutato chi in squadra era più in difficoltà. I più vecchi aiutano i più giovani, spesso arrivati qui da pochi mesi e senza riferimenti. Chi è arrivato in agosto non ha ricevuto ancora un euro e non sa come muoversi». Nel Vicenza Calcio c’è la normalità di giovani che giocano a pallone per lavoro e che pianificano la propria vita — dal punto di vista economico — sulla base delle entrate. «Ci sono i mutui di casa da pagare — continua Fortunato — le rate per la macchina, per qualcuno i figli da mantenere, ma se quella disponibilità di reddito viene a mancare crolla tutto. Da mesi viviamo alla giornata».
[…]
E c’è pure l’aspetto economico. «C’è la possibilità che ci chiedano di rinunciare agli stipendi arretrati nel caso ce ne andassimo — conclude Fortunato — Così molti potrebbero dover scegliere se andarsene senza gli arretrati o rimanere sperando di riceverli».
(Fonte: Corriere del Veneto. Trovate il resto dell’articolo nell’edizione odierna del quotidiano)