La Triestina, se finisse oggi il campionato, sarebbe fuori dai playoff. E sarebbe un risultato davvero negativo, considerati gli sforzi fatti in estate da Mauro Milanese e dalla proprietà per costruire una squadra di ottimo livello. E la Triestina, a scanso di equivoci, è una squadra di ottimo livello. Soprattutto dalla cintola in su. Giuseppe Sannino ama ricordare nei suoi monologhi in sala stampa che molti dei protagonisti (Codromaz, Libutti, Meduri) non hanno il pedigree di razza, se vogliamo metterla su questo piano. Magari dovrebbe pure ricordare che Milanese gli ha messo a disposizione un certo Rachid Arma, che in questa categoria è un lusso assoluto, che giocatori come Porcari, Bracaletti, Petrella, Lambrughi, Bariti e lo stesso Acquadro (protagonista lo scorso anno a Venezia spesso anche da titolare) in C fanno la differenza. Che Troiani è un ottimo giovane, che Boccanera non è certo un ripiego e che Miori è un buonissimo portiere (come lo era Perisan) e via di questo passo. Fermo restando che manca sicuramente un centrale difensivo che magari arriverà entro il 31 dicembre, chi non fa la differenza, in tutta evidenza, è proprio Sannino. Basta ripassare le sue ultime esperienze per capire che quasi ovunque (a Salerno, a Catania e Verona quando guidò il Chievo) entra in rotta di collisione con la società e talvolta pure con l’ambiente. Come quando disse che “a Salerno non hanno mai visto il calcio”, suscitando l’ovvia e risentita reazione della tifoseria. A Padova non si presentò in sala stampa dopo lo 0-5 di Coppa Italia preferendo confidarsi con il cronista amico e lasciando tutti gli altri ad aspettare senza spiegazioni. Ora le spiegazioni le dovrebbe dare a Milanese o ai tifosi. Che di certo non possono essere soddisfatti dell’attuale campionato e che meriterebbero una gestione meno nebulosa rispetto a Bolzano, dove Sannino (che magari conserverà il posto fino a fine stagione e si spera riesca almeno ad entrare fra le prime dieci) ha sostituito Pizzul (un mancino) con un terzino destro (Bajic, poi autore di un incredibile autogol) anziché inserire Grillo, di fatto facendo saltare tutti gli equilibri difensivi. E togliendo pure Bracaletti, sin lì (rigore a parte) il migliore o quasi. Insomma, d’accordo gli errori individuali, ma ci sono pure gli errori in panchina. Che pesano eccome…