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Particolarmente toccato e amareggiato anche il direttore sportivo Leandro Rinaudo. «Questa tragedia mi ha colpito come non avrei potuto immaginare, visto che non avevamo una conoscenza personale, ma solo da avversari in campo. Ci eravamo affrontati quando io ero al Napoli e al Livorno e lui sempre al Cagliari. Non credo si potesse fare di più, sono cose che non riesci a controllare perché capitano senza nessuna avvisaglia. La vita è imprevedibile, ragiono da genitore e sento un grande vuoto dentro. Se sto male io, figuriamoci chi lo conosceva bene, sarebbe stato impossibile giocare. Giusto essersi fermati nel rispetto di tutti».
(Fonte: Gazzettino. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)