Silenzio ed emergenza. Sono queste le parole che accompagnano il Verona a Benevento, per una partita che vale mezza stagione e pure di più. Tace Fabio Pecchia, prima di partire con il charter che porta l’Hellas a destinazione. Non c’era molto in più da dire dopo la «rumba» presa dai gialloblù sabato a San Siro: meglio starsene zitti, pensare al campo e non perdersi in chiacchiere, attività superflua di questi tempi. Emergenza, poi. Già, il Verona del Vigorito farà i conti con dei guai che spesso l’hanno assillato in questa stagione turbolenta e sofferta. Tra infortuni e squalifiche, sarà un Hellas rabberciato, quello che si vedrà con il Benevento. Nulla di nuovo, dunque, per i suiveurs del Verona, abituati a fare i conti con infiniti intoppi. Non ci sarà Nicolas, espulso nel finale di partita con l’Inter, e sarà out pure Mohamed Fares, ammonito a Milano e fermato per un turno dal giudice sportivo per raggiunto limite di cartellini gialli (era in diffida). E se per Moise Kean c’è sempre da aspettare – le speranze di riaverlo prima di maggio rimangono, seppure non siano elevate, anzi –, Pecchia non avrà nemmeno Ryder Matos, e la notizia di giornata è che per lui non si tratta di una semplice sindrome influenzale. Il brasiliano è stato colpito dallo zoster oftalmico, un’infezione virale, e i tempi di recupero sono da valutare. Non ce l’ha fatta a esserci Thomas Heurtaux, che in questi giorni ha proseguito nel programma differenziato stabilito per superare i problemi fisici che l’hanno assillato in queste settimane. Ultima complicazione, la distorsione al ginocchio destro che lunedì ha stoppato Deian Boldor.
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Con Silvestri che rimpiazzerà Nicolas (e per lui sarà il debutto in campionato col Verona), a sinistra Souprayen è in leggero vantaggio su Felicioli. A destra Ferrari è avanti su Bianchetti, in mezzo conferma per Caracciolo e Vukovic. Studia le mosse possibili, Pecchia, a cominciare dal modulo: 4-3-3 o 4-4-2? Le carenze in attacco, e non solo, non consentono voli di fantasia. Tornerà titolare Verde, Valoti è pronto a recitare da seconda punta, all’occorrenza, a supporto di Petkovic, con Calvano e Büchel a centrocampo e Romulo a spingere sulla destra. Aarons è il jolly offensivo che può essere giocato già dal 1’.
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(Fonte: Corriere di Verona. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)