Torna a parlare Moreno Zocchi. Il direttore sportivo del Vicenza rompe il silenzio stampa e spiega quanto accaduto negli ultimi mesi
IL SILENZIO STAMPA: “Abbiamo cercato di far capire che si sta facendo di tutto per salvare il Vicenza. La decisione è stata mia, del curatore e dell’allenatore, è stata una decisione comune. Ci fa star male non aver ripagato la fiducia illimitata dei tifosi. A gennaio non ci siamo presentati a una partita ufficiale, c’era una situazione grave. Con Zanini ne ho parlato, ciascuno di noi ha una responsabilità per quello che è accaduto negli ultimi tre mesi. Ci avete fatto un processo perché abbiamo fatto silenzio stampa, poi adesso vi lamentate che non lo facciamo più. Il momento giusto non si sa quale potesse essere, noi abbiamo fatto tutto secondo coscienza”.
I PUNTI DI PENALIZZAZIONE: ” I punti di penalizzazione? Nessuno sa se decideranno prima o dopo i playoff, è una cosa che non dipende da noi. Possiamo solo aspettare. Lerda non si capacita che quello che vede in allenamento non sia poi tradotto sul campo in moneta sonante, ossia in punti. Ci siamo messi in questa situazione e dobbiamo tirarcene fuori con le nostre forze. Se mi avessero detto ad inizio campionato che avremmo fatto zero punti con Santarcangelo e Ravenna non ci avrei creduto. Abbiamo fatto sei punti con il Fano e Teramo. Ma questo non conta ai fini dei play-out. Intanto andiamo a Bergamo per vincere, poi vedremo cosa succederà nelle successive settimane”.
LA SCELTA DI FRANCO LERDA: “Io e Lerda stiamo facendo un lavoro dalla nostra parte, il Curatore sta portando avanti il suo. Siamo tutti concentrati su quello che dobbiamo rispettivamente fare. Il rammarico che ho è quello di non essere riuscito da ottobre sino ad oggi ad isolare la squadra dal casino scandaloso che si è creato attorno a noi. Non mi sto caricando tutte le responsabilità, tutti abbiamo le nostre. Abbiamo il compito e l’unico obiettivo di salvare il Vicenza. Non festeggerò in caso di salvezza perché l’asticella non va mai abbassata, ma questo è l’unico obiettivo che ci rimane. Leggere uno striscione dove sei additato come traditore fa male ma se guardiamo quanto i tifosi hanno fatto per noi il rapporto non può certamente rompersi per questo. Credo che per i play-out tutto quello che è successo nell’ultima partita in casa non si ripeterà, penso prevalga l’amore e l’attaccamento per questi colori. Ero presente da spettatore allo spareggio a Ferrara contro il Prato nel 1989-90, è vero che la situazione è diversa ma sono convito del grande apporto dei nostri tifosi…”.
LA RIDUZIONE DEGLI STIPENDI: “Quando è stato chiesto ai giocatori di ridursi lo stipendio è vero che c’è stata un’inversione di tendenza rispetto a quello che si vedeva in campo prima. I fatti dicono che questo è successo però basta, ed è un basta rivolto a noi, alla squadra. Quando si è deciso a gennaio di rimanere sapevamo che c’era il rischio di poter perdere dei soldi quindi il fatto di poterli perdere da qui alla fine della stagione non ci interessa nulla, ve lo assicuro. Perderemo dei soldi? Abbiamo fatto una scelta. In questo momento è molto più importante la faccia e la credibilità che ognuno di noi possiede rispetto ai soldi che potremmo eventualmente perdere…”.
L’ESONERO DI COLOMBO: “Lo farei di nuovo”.
LO STRISCIONE DELLA CURVA: “Logico che quando leggi uno striscione che ti addita del traditore, puoi inizialmente prenderla male. In realtà poi si capisce che è un gesto dettato dall’amore”
LA SALVEZZA – “Non festeggerò la salvezza, se arriverà come tutti speriamo: con tutto il rispetto sono il direttore sportivo del Vicenza, non quello del Renate. Non era questo l’obiettivo, ma è l’unico che ci è rimasto”