Tutto d’un fiato. Gianluca Litteri si confessa in una lunga intervista esclusiva a Trivenetogoal e parla di tutto. Del suo addio a Cittadella, della cavalcata del Venezia, del suo passato a Vicenza, del sogno promozione. Del rapporto con Leandro Rinaudo, lui catanese, il direttore palermitano. Le pillole dell’intervista video che trovate sulla nostra pagina facebook.
GENNAIO – A gennaio ho fatto la scelta giusta, sono arrivato in una società ambiziosa e credo che i risultati parlino da soli. In questi mesi passati abbiamo fatto tanto e il lavoro sta pagando bene. Sono felice di essere a Venezia e, se tornassi indietro, rifarei la scelta che ho fatto.
LA PRIMA PARTITA DI SALERNO IN SEDE – Ricordo la prima partita di Salerno dopo aver firmato qui in sede: e quello era un momentaccio, penso fossero otto partite senza un successo. Ma anche qui siamo riusciti a riportarci in alto.
SALVEZZA E DINTORNI – Una neopromossa è normale che dichiari di volersi salvare, siamo qui e cerchiamo di ballare fino alla fine. L’anno scorso ci andai vicino a Cittadella, quest’anno secondo me abbiamo qualche carta in più da giocarci. L’aria di mare fa bene a Litteri, posso dirlo senza timore di essere smentito.
L’ARIA DI MARE – Sono di Catania, qui respiro un’aria buona, che evidentemente può portarci tanto in alto. Cerco sempre di abbinare al sacrificio qualche gol, sono un giocatore che si adatta e il mister mi ha chiesto determinate cose sin dall’inizio. Posso adattarmi alle caratteristiche di Geijo, Zigoni e Marsura, in questo senso credo sia una delle mie caratteristiche positive.
IL TOUR DEL VENETO – Ho giocato in tre piazze diverse, Vicenza, Cittadella e Venezia: la differenza l’ho trovata a Cittadella, dove il calcio è vissuto in una dimensione familiare rispetto alle altre due piazze, dove c’è un gran tifo.
VICENZA – Fu una stagione difficile, non ero al meglio e la posizione di classifica era sempre precaria.
SERIE A – Un fioretto per la promozione? Mi raso a zero (ride ndr….). A parte gli scherzi, non ho ancora deciso. Sono scaramantico fino in fondo
RINAUDO E IL DIALETTO SICILIANO – Ho avuto l’onore di giocare con Rinaudo a Chiavari con l’Entella, lui è palermitano, io catanese.
I MIGLIORI DEL VENEZIA – Due nomi: Domizzi è di un’altra categoria, al di là dell’età ha un altro modo di vedere le cose. L’altro è Alex Geijo, capisci tante cose di lui e quanto sia bravo quanto ci giochi assieme