• 8 Febbraio 2026

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Chievo, Djordjevic: “Voglio rilanciarmi, e so che qui posso farlo! E con Giaccherini e Birsa…”

Un centravanti si specchia nei propri gol, quelli più belli, quelli che si tiene stretto, come autoritratti, perché comunicano qualcosa, forse molto, di sé. «Se dovessi descrivermi userei i replay della tripletta di Palermo nel 2014…». Filip Djordjevic, trent’anni, serbo di Belgrado, 68 gare e 11 reti in serie A, svincolatosi dalla Lazio, è il nuovo capitolo di un libro che il Chievo conosce bene: prendi un giocatore che viene da un periodo storto, lo fai nuotare nell’acquario calmo di Veronello e vedi se quel giocatore torna alla miglior versione di se stesso.

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In quei gol c’è il miglior Djordjevic, quello che magari per lunghi tratti sembra nascondersi e poi all’improvviso ti castiga. In questo senso il tridente di Lorenzo D’Anna può essere fatto apposta per lei? «Il tridente è il modulo che conosco meglio. Ho fatto la boa offensiva nel Nantes, in Francia, per sei anni. Poi sono arrivato in Italia e alla Lazio il sistema era identico. Qui troverò due esterni di grande qualità, Giaccherini e Birsa, e non vedo l’ora di fiondarmi sui loro cross, alti o bassi che siano fa lo stesso». Quando il Chievo l’ha chiamata ha preso informazioni da qualcuno? «Da Tomovic (mentre parla Djordjevic indica il suo connazionale, difensore, ce l’ha quasi di fianco per le interviste, ndr) e lui è stato bravo a spiegarmi tutto. Anche il fatto che al Chievo puoi lavorare tranquillamente se vuoi provare a rilanciarti». Lei viene da due campionati di tormenti, prima una ricaduta dopo il grave infortunio dell’inverno 2015 (frattura scomposta del malleolo peroneale destro) poi la scorsa stagione la Lazio che la mette fuori rosa. Inevitabile chiederle quanta voglia abbia di tornare il Djordjevic che seminava scompiglio fra l’agosto 2014 e il gennaio 2015… «È vero, sono stati due anni difficili. Ma mi sono sempre allenato, pur non giocando, e arrivo al Chievo assolutamente pronto. Sono molto, molto motivato. E la voglia è tanta, sì. Voglio tornare a segnare come all’epoca. L’allenatore di quella Lazio tra l’altro era un ex Chievo, Stefano Pioli, mio primo tecnico in Italia, una persona cui resto molto affezionato perché mi ha aiutato a integrarmi».

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Col Chievo ha firmato sino al 2021, più opzione per il quarto anno: cosa si aspetta? «Mi aspetto di rilanciarmi, come dicevo prima. E so che qui posso farlo».

(Fonte: Corriere di Verona. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

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