«C’è grande amarezza per essere usciti ai rigori dopo un’ottima prestazione – commenta Attilio Tesser -. Abbiamo giocato a viso aperto e avuto molte occasione per chiuderla. Gli errori dal dischetto sono stati causati dalla stanchezza. Ora pensiamo al campionato che è il nostro vero obiettivo». La maledizione dei tiri dal dischetto colpisce ancora. Cambiano gli anni, gli allenatori, i portieri e le competizioni, ma il risultato finale (purtroppo per il Pordenone) resta sempre lo stesso: pollice verso per i ramarri.
[…]
Corsi e ricorsi, si diceva. La speranza del popolo neroverde, al di là del fascino delle serate di Coppa (estive o invernali che siano), è che la prossima volta si spezzi l’incantesimo e magari sia in palio la serie B.
(Fonte: Gazzettino. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)