• 13 Febbraio 2026

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Pordenone, un modello vincente: 12 giocatori del vivaio ceduti in Serie A e lo scudetto Under 17

Il Corriere della Sera, con un richiamo in prima pagina, parla del modello Pordenone, una società che con il passare degli anni si sta sempre più strutturando nel territorio e ottenendo risultati dentro e fuori dal campo: “Giocare col sorriso. Vincere spesso. Far crescere giovani talenti. Sembra facile – si legge nell’articolo di Paolo Tomaselli – ma per il pallone italiano è un rebus complicato. A Pordenone, dove la prima squadra è in testa alla serie C, lo hanno risolto a modo loro: «Abbiamo destrutturato il gioco di strada e lo abbiamo portato sul campo di calcio — spiega il responsabile del settore giovanile, Denis Fiorin —: incoraggiamo l’iniziativa, la fantasia, la libertà, anche di sbagliare. Senza copiare il calcio degli adulti». E senza mettere gli adulti al centro, ma sempre i ragazzini: «Da noi non esiste un allenatore che sbraita a bordo campo — sottolinea Mauro Lovisa, presidente e proprietario, con altri tre soci —. Se lo fa, lascia il borsone e se ne va. Ci sono regole ben precise anche per i ragazzi, c’è la cultura del lavoro friulana, ma tutto viene fatto in nome del divertimento: il nostro è un settore giovanile di bambini e ragazzi felici». Il punto di arrivo di questo «manifesto» vincente di calcio di provincia è da record: questa estate il Pordenone ha ceduto la bellezza di dodici giocatori del proprio vivaio a società di A: Juventus, Napoli, Fiorentina, Atalanta, Bologna, Udinese, Spal, Cagliari, dalla Primavera all’Under 15, la semina friulana sta dando ottimi frutti. Al punto che i giovani prospetti opzionati per il prossimo anno sono già sei. Il settore giovanile del Pordenone ha 350 tesserati, 40 allenatori-preparatori, 40 dirigenti-collaboratori, 27 squadre giovanili, 17 società affiliate anche in Veneto. Ha vinto lo scudetto con l’Under 17 ed è arrivato secondo con l’Under 16: una piccola impresa per un club di terza serie. E da tre anni ha iniziato un altro progetto decisivo: la società è entrata nelle scuole primarie, per incentivare l’attività motoria e avvicinare al calcio (e ai colori neroverdi) i bambini e le bambine, visto che ci sono anche tre squadre femminili” (…)

Fonte: Corriere della Sera

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