Dieci giocatori in entrata, ventidue in uscita, più di trenta «movimenti» in una sola estate. Bastano pochi numeri per inquadrare il primo mercato a tinte gialloblù di Filippo Fusco. Alla fine delle trattative il diesse del Verona ha fatto il punto della situazione, un’analisi a 360 gradi per capire le linee guida che hanno accompagnato le mosse dell’Hellas.IL BILANCIO. «Il mercato è andato come volevo – spiega Fusco – sono rimasti calciatori che volevano rimanere e sono arrivati quelli che volevano arrivare a tutti i costi e che l’hanno dimostrato con i fatti. Volevamo tenere solo i calciatori per i quali l’Hellas fosse una priorità e nello stesso tempo assecondare le esigenze di chi voleva confrontarsi con una categoria superiore. In linea di massima abbiamo raggiunto l’obiettivo».LE ULTIME USCITE. Nelle ultime ore di mercato sono arrivate le operazioni di Wszolek, Helander e Viviani. Scontata la cessione del difensore svedese, un po’ meno quella del reegista a pochi minuti dal gong, a sorpresa quella dell’esterno polacco. «Helander e Wszolek sono andati in Serie A e in Championship – ammette il diesse -. Viviani in maniera sincera ha detto fin dall’inizio di voler andare a giocare in A e si è comportato sempre in maniera corretta in questi due mesi di lavoro. È arrivata un’offerta, è stata una scelta intelligente farlo andare in prestito con diritto di riscatto in un ambiente adeguato nel quale può essere protagonista. Una soluzione per assecondare le esigenze del calciatore e quelle del Verona. A quanto ammonta il suo riscatto? Una cifra adeguata rispetto all’investimento con il quale è arrivato qui e l’Hellas manterrebbe comunque una percentuale sulla vendita del calciatore. Anche in caso di Wszolek ci siamo assicurati una percentuale sull’eventuale vendita e qualora tornasse abbiamo comunque un calciatore giovane e nazionale in un campionato prestigioso».IL «TESORETTO». Le tre cessioni dell’ultima ora, dopo quelle a inizio mercato di Ionita e Gollini, potrebbero prosciugare le plusvalenze economiche che il Verona aveva costruito negli ultimi anni. «La rosa è omogenea – sottolinea Fusco – numericamente siamo dentro i parametri imposti, i giovani sono tutti di proprietà del Verona. Ionita era in scadenza di contratto, quindi andava ceduto. Gollini voleva confrontarsi con nuove realtà ed è arrivata questa opportunità, per lui unica. Viviani è andato in prestito, quindi l’anno prossimo potremo realizzare una plusvalenza, oppure se tornerò lo valorizzeremo ulteriormente. Abbiamo ancora calciatori di prospettiva come Fares, Bessa, quando sarà totalmente nostro, e Bianchetti. Abbiamo anche diversi calciatori in rampa di lancio come Cappelluzzo, Ganz che a fine anno potrebbe diventare nostro. Ma prima di risorse economiche, devono essere risorse tecniche importanti, noi lavoriamo per vincere le partite».CHI RESTA. Per un estate sul piede di partenza invece Bianchetti e Romulo sono ancora in gialloblù. «Il Verona non ha l’obbligo di vendere – continua – e Matteo può essere considerato un acquisto. La Samp l’ha cercato e ha fatto un’offerta importante ma lui ritiene che Verona sia l’ambiente ideale per continuare la sua evoluzione fisica e caratteriale, è un ragazzo ancora giovane e con ampi margini di crescita. Romulo ha detto chiaramente che per lui rimanere qui non era una diminuzione ma un’occasione per ripartire. Il mercato è finito, adesso viene il bello. Inizia un momento fondamentale, quello della gestione che è importante quanto la scelta dei calciatori. Il compito è quello di trovare il giusto equilibrio».
(Fonte: L’Arena)