Cordenons-Triestina, Zubin: “Voglio esserci! E loro non sono dei fenomeni, ma…”

Lui è pronto e disponibile per la prima al Bottecchia, domenica alle 15, dopo aver lasciato il Pordenone. Lo stesso vale per mister Mian. La notizia che circola in casa del Cordenons è il «botto» più atteso: Emil Zubin c’è. «Sono pronto a giocare – conferma l’attaccante -. Mi sto allenando bene e sono tornato in gruppo, dopo essermi preparato a parte, anche per testare la condizione, con programmi specifici. Domenica conto di esserci. Restano tre giorni pieni per la verifica, ma già le risposte avute sono positive. Senza voler affrettare la cosa, che poi si rischia di combinare guai». Zubo si rende conto di quale peso rivesta, nei neopromossi, l’averlo in campo. «Mi è dispiaciuto non giocare la prima di campionato – ammette – e voglio esserci per la seconda. Con la Triestina e si gioca praticamente a casa mia, al Bottecchia». Contro gli alabardati in Coppa e il Belluno in campionato, il Cordenons conta un gol fatto e 6 subiti. In attacco adesso rientra lei, ma restano altre le priorità da risolvere? «Spero di dare una mano in attacco – puntualizza Zubo – ma non sarò solo io a risolvere tutti i problemi. Per i gol presi, contro la Triestina al Rocco il risultato è stato bugiardo: avevamo fatto cose molte positive. A Belluno è andata diversamente. Siamo entrati male in partita e dopo la rete presa a freddo la gara si è messa in salita. Così abbiamo incassato anche il 2-0. Adesso però non fasciamoci la testa: possiamo recuperare». Con l’occhio clinico, vista la conoscenza della D, cosa può combinare questo Cordenons? «Vogliamo arrivare prima possibile alla salvezza, non diciamo altro – risponde -. Chiaro che, se la raggiungessimo in anticipo, si potrebbe anche pensare diversamente. Le possibilità di salvarsi ci sono tutte». Possibile pure non perdere contro la Triestina domenica a Pordenone? «Tutte le partite sono alla portata. Non ci sono queste grosse differenze tra squadre, perché il livello si è un po’ abbassato rispetto agli anni scorsi. Non vedo una corazzata, come potevano essere Pordenone, Padova o Venezia. Le prime 5 saranno anche superiori, ma il resto se la gioca ogni domenica. Anche il Cordenons contro la Triestina: loro non sono dei fenomeni». Un anno fa lei era della Triestina. L’anno sbagliato? «Sono arrivato con un campionato d’anticipo – ironizza -. Non posso neanche chiamarla Triestina, quella là. Quella di quest’anno è vera, la Triestina buona. Le auguro le migliori fortune, da lunedì in poi». Quindi per domenica ha una motivazione in più? «Non porto rancore – assicura -. Della società precedente non voglio nemmeno parlarne. Ho perso 5 mesi per strada, è stata una vergogna». Stessi spogliatoi, tunnel, e poi di nuovo l’erba amica, con tanti tifosi personali, in fila con Maccan e Mattielig: se l’immagina? «Ricordi bellissimi, come il campionato vinto e lo scudetto – conclude -. Pordenone è un pezzo del mio cuore. Ci terrei molto a giocare anche per questo, facendo bella figura nel mio primo ritorno al Bottecchia».

(Fonte: Gazzettino, edizione di Pordenone)

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