Sono passati ormai sette anni da quando Angelo Gregucci ha lasciato la panchina biancorossa ma il tecnico tarantino ha mantenuto un forte legame con l’ambiente vicentino. «Quando un allenatore lavora a Vicenza non può certo dimenticarsi di una piazza che ha un passato glorioso e una storia e importante, una città di provincia che al pallone ha dato due dei quattro palloni d’oro del calcio italiano. È una società di blasone che ha un pubblico straordinario che la segue, e con la quale ho condiviso un percorso importante, a livello umano e professionale». Da tecnico del Vicenza Gregucci è stato l’ultimo allenatore a raggiungere, anche se solo per poco più di 30 minuti, la vetta della classifica di serie B. «Una soddisfazione perché in quel Vicenza c’erano giocatori di livello come Bernardini, Sgrigna e Bjelanovic, ma anche giovani come Volta, che la sua carriera l’ha fatta, e Bottone e Gorobsov, che poi si sono un po’ persi». Gregucci nella sua carriera di allenatore ha guidato anche la Salernitana, prossima avversaria del Vicenza, prima nel 2004 e poi dieci anni dopo nel 2014. «Un’altra piazza dove c’è tutto per fare bene — spiega Gregucci — con la compagine campana ho vinto una coppa Italia di Lega Pro». All’Arechi va in scena Salernitana-Vicenza, una partita che vede affrontarsi due squadre che non sono partite con il piede giusto. «La serie B è lunga e difficile e quello che più conta è restare uniti e compatti nei momenti difficili. Sia Salernitana che Vicenza sono due squadre che hanno cambiato molto e quindi hanno bisogno di tempo per amalgamare il gruppo e crescere nelle prestazioni». «La spinta e l’incitamento del pubblico salernitano si farà sentire — continua Gregucci — e il Vicenza non dovrà fare l’errore di chiudersi dietro perché questo darebbe coraggio a tutto l’ambiente di casa. I biancorossi dovranno giocare a pallone sfruttando magari gli spazi che la Salernitana potrebbe concedere. Poi magari a decidere il match sarà un episodio. Per entrambe sarà una gara delicata». Dopo la breve esperienza all’Inter, Gregucci adesso è pronto a sposare un nuovo progetto. «Parlerò prima con Roberto Mancini — precisa il tecnico tarantino — poi se si presenterà una società che ha in testa un programma serio sono pronto. L’importante è che si lavori sui giovani, si punti a costruire una squadra andando a rinforzarla con due, tre innesti anno dopo anno. Sempre che nel calcio di oggi ci sia chi crede ancora in questo pallone».
(Fonte: Corriere del Veneto, edizione di Vicenza)