• 2 Gennaio 2026

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Salernitana-Vicenza, l’analisi del “Giornale di Vicenza”

Non c’ è solo la luna a illuminare il golfo di Salerno in questa calda notte di fine estate: i fuochi d’artificio per la festa del patrono San Matteo li porta il Vicenza con qualche giorno d’anticipo e lo spettacolo è assicurato. Una mezz’ora da favola, venti minuti a cavallo fra primo e secondo tempo a scialacquare, un finale imperioso. Il Vicenza interrompe l’astinenza in fase realizzativa facendone addirittura tre per espugnare con merito pieno questo catino rovente che sa di fortezza longobarda. Quanto sembra lontano quel giorno d’aprile quando il cav. Guariglia Antonio da Salerno aveva fatto tappezzare la città che vide lo sbarco dei cosiddetti liberators di manifesti inneggianti all’unità del tifo granata destinazione salvezza (della città e della squadra); lui tifoso fra i tifosi con l’unico difetto di essere titolare di un’avviatissima e celebre agenzia di pompe funebri… Alla fine, però, fu un portafortuna. Eccome se lo fu. Oggi, al posto del cartellone di 6 metri per 3 che accompagnava i tifosi all’Arechi sino alla primavera scorsa, troneggia in sua vece l’annuncio della Sagra dei sapori contadini nell’amena Montecorvo Pugliano. Vuol forse dire che vi è altro cui pensare, che la ricostruzione estiva faticosamente tentata dal bi-presidente Lotito (sì, il Claudione raffinato “latinista” della Lazio) ha mutato prospettive e ambizioni, che la serie A è il vero obiettivo? Tutto da vedere. Perchè è certamente vero che il Vicenza è ultimo con un punto, 5 reti subite e nessuna fatta, ma in casa Sannino – nuovo stratega scelto dopo la travagliata gestione Menichini – non se la ridono mica tanto visto che la Salernitana sta poco sopra avendo collezionato punti 2 ed essendo reduce dalla pessima prestazione di Novara. Ed hai voglia a fare il camaleonte abbandonando il 3-5-2 in favore di uno sbandierato 4-3-1-2 (con tendenza al 4-4-2), con Rosina di qua, Coda di là, Della Rocca in regia e Busellato sin da subito manco parlassimo di qualche genietto incompreso finito qua per sbaglio.Infatti, di fare la parte di vittima designata il Lane non ha intenzione alcuna. Così, proponendosi con il suo 4-4-2 mette subito le carte in chiaro. Sentite qua: minuto 1 e 1 secondo, Vita da destra pennella nel cuore dell’area granata dov’è appostato Raicevic, torsione del busto e incornata secca, palla fuori d’un palmo. Minuto 1 e 52 secondi: Galano lanciato in profondità si trova a tu per tu con Terracciano ma l’uscita disperata ha successo. No, non si scherza affatto in casa biancorossa visto che all’8′ il Vicenza passa a condurre: Zaccardo imposta la ripartenza, Vita duetta con Galano poco oltre la linea mediana del campo, Raicevic fa un sapiente velo, Vita sulla destra può tagliare l’area in favore di Signori appostato come un rapace, palla colpita in modo imperfetto ma ancor peggio fa Teracciano che s’impapera e vede il cuoio rotolare in fondo al sacco.Euforia biancorossa, i ragazzi di Lerda giocano che é una meraviglia, Sannino è impietrito e si rianima solo quando Rosina, diretto in area, viene fermato con un prodigioso intervento da Bogdan. Niente scherzi, ripete il Vicenza. Che al 21′ raddoppia. Zaccardo crossa da destra, Raicevic tenta l’acrobazia e pur non beccando la palla mette fuori causa un paio di difensori, Siega artiglia la sfera e ha l’intelligenza e la prontezza di porgerla a Signori la cui conclusione, perfetta, non lascia scampo a Terracciano.Stordita, la Salernitana trova la forza per reagire. Si ricompone, cresce e al 32′ accorcia le distanze con un bel colpo di testa di Della Rocca che anticipa Signori.Bogdan tenta la sortita offensiva (36′), Benussi è grande su Donnarumma (38′) poi tutti a sorbirsi te e bevande isotoniche. L’umidità sfiora il 72 per cento, il Vicenza che torna in campo non pare risentirne ma al 9′ una leggerezza di Bogdan provoca una punizione dal limite che Rosina, pennellando di sinistro, trasforma nel gol del pari: 2-2. Urla la curva dell’Arechi, ci crede Sonnino ma Lerda più di lui. Indovina i cambi (Raicevic, Galano, persino l’ottimo Vita lasciano il campo), detta la linea, vede Cernigoi e Siega sfiorare il nuovo vantaggio e al 29′ applaude Di Piazza che approfittando di una dabbenaggine di Zito conclude di potenza e precisione gonfiando il sacco per la terza rete che vale i tre punti. Il cronometro dello stadio si blocca proprio qui, in quest’istante. E il poco altro che accade non finisce nemmeno sul taccuino.

(Fonte: Giornale di Vicenza)

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