Gatto nero e Gatto bianco, il regista balcanico Kusturica ci ha fatto un film, l’ex di turno, Leonardo, ha fatto viola il Lane trascinando l’Ascoli verso un 2-0 che non ammette particolari obiezioni. Un gol per tempo, Carpani su azione e Cacia su rigore, così va la vita è così va il calcio cosicchè Salerno resta una tappa fulgida e al momento isolata in un avvio di torneo in salita come era prevedibile. PASSATO E PRESENTE. I calzettoni rossi portafortuna del presidente Costantino Rozzi, le telecronache di Tonino Carino, gli scarpini (preferibilmente a 6 tacchetti) così morbidi da sembrare pantofole… d’oro e soprattutto rigorosamente neri come ahinoi non se ne vedono più ma come dovrebbero tornare su tutti i campi per decreto legge non scritto: eccoci al Del Duca di Ascoli dove si danno appuntamento storie e personaggi di un calcio antico, lontano, quel calcio che appartiene ai nostri sogni bambini. E sono sogni che vedono partecipare da lassù anche il nostro caro Gibì Fabbri , amatissimo e indimenticabile su entrambi i fronti visto che dopo l’avventura Real di Vicenza regalò due memorabili stagioni anche ai bianconeri di Piceno issandoli sino al quarto posto nel campionato dell’80. Altri tempi e altro calcio, per l’appunto. Oggi ecco il Lane di Lerda reduce dal blitz di Salerno ed ecco l’Ascoli Picchio di Alfredo Aglietti che insegue la prima vittoria. È una gara che nel cuore delle Marche riporta a una stabile normalità dopo il rinvio del match con il Cesena del 4 settembre e i lutti nei paesi qua vicino sbranati dal terremoto.VIETATO IL PARI. Certo, nel frattempo i bianconeri sono tornati al Del Duca contro la Spal dieci giorni fa ma la normalità riconquistata parte dalle cose che torni a fare abitualmente. Quello a cui non vuole abituarsi l’Ascoli è di pareggiare. E così l’Alfredone dalla chioma corvina dopo il pari di Trapani esclude il turn over; mentre torna a disposizione Giorgi, nel disegno del suo 4-3-3 trova posto l’ex Gatto. PIEDE POCO FATATO. L’errore grande come una casa lo commette però Benussi, che dopo 1’40” temporeggia nel rinvio di piede cosicchè Cacia allunga il piedone e i brividi si spengono solo in calcio d’angolo. Gatto pare non veda l’ora di tendere il trappolone dell’ex (al 9′ infila Zaccardo).In casa biancorossa, Vita è fuori giri mentre Galano e Raicevic si incrociano senza profitto. Cosicchè dopo un’incursione a sorpresa di Cassata che Zaccardo e Benussi neutralizzano d’esperienza (18′) ecco il gol del vantaggio bianconero. Minuto 26′, ripartenza fulminea con combinazione Mignanelli-Cacia-Gatto, dalla destra quest’ultimo lascia partire un traversone basso, teso e velenoso, Benussi s’allunga ma devia dalle parti di Carpani che non ci pensa su troppo e recapita in fondo al sacco: 1-0.L’Ascoli s’entusiasma, Gatto e Orsolini sembrano tarantolati ma il match – già guerreggiato a bassa tensione – vive momenti sempre più tesi al che Raicevic e Cinaglia rimediano un giallo. Il Vicenza si ridesta nel finale di tempo quando Vita (39′) tenta la girata e protesta per un fallo in area che non c’è. Un tiro sballato a testa per Galano e lo stesso Vita, poi nel recupero Raicevic segnala la sua presenza in area ma invano.SI CAMBIA (?) La ripresa s’inizia con Fabinho al posto di Vita, non pervenuto ad Ascoli, e la sensazione che qualcosa si muova è suffragata da una conclusione violenta ma sfortunata di Rizzo imbeccato da Galano (3′). Benussi è costretto ad opporre i pugni su conclusione di Carpani da posizione defilata (7′) e di lì a poco Cernigoi sostituisce l’evanescente Raicevic. Signori prova ad alzare il baricentro però l’Ascoli è in perenne agguato e al 19′ Cacia viene pescato bene sulla destra, prende la mira, colpisce di collo destro, i guantoni di Benussi s’arroventano, palla respinta contro la faccia inferiore della traversa e pericolo scampato. Ma è il preludio alla resa. Minuto 20′: Gatto irrompe sulla sinistra contrastato da Adejo, i due non si fanno i complimenti ma l’ex fa il gatto – nel senso furbesco del termine – e va per le terre.Il fragile Piccinini opta per il dischetto ed estrae il rosso. Cacia non perdona, 2 a 0 e Lane in dieci. La partita vive di rari sprazzi, un infortunio a Rizzo, tacchettate e spintoni in duelli rusticani, l’uscita di Gatto fra gli applausi. Indubbiamente l’uomo partita. Chi se lo ricordava così?
(Fonte: Giornale di Vicenza)