È tirato, stanco e ancora in trance agonistica. Si appoggia ad un pilone del vetusto Mazza in attesa del suo turno sul tavolo della conferenza stampa. Pecchia è concreto e va subito al sodo. «Abbiamo fatto una grande partita, ma il Cittadella ha vinto ad Avellino. Dobbiamo fare di più».Vedi i gialloblù giocare e fai pace col calcio. C’entra poco questa squadra con la serie B, almeno quella vista con la Spal. Forte fisicamente, impeccabile tatticamente e con individualità di grande spicco. La gente ferrarese in tribuna con i capelli bianchi, quelli con ancora il cuscino della Stock ’84 e quelli che avevano visto Capello e Massei, battono le mani alla fine. Il Verona ha esportato calcio nella terra degli Estensi.«Ho ricevuto ed abbiamo ricevuto tanti complimenti, ma abbiamo preso gol anche questa sera e in quel momento abbiamo avuto un attimo di sbandamento», ammette Pecchia, «qui dobbiamo migliorare perché altrimenti è inutile dominare. L’avevo detto che eravamo sulla strada giusta anche dopo Benevento. In quel campo, con l’uomo in meno fin dall’inizio, non avevamo fatto male, anzi».Una partita perfetta quella del Verona. La squadra ha segnato su azione, con giocate individuali e rubando palla col pressing alto. Ha fatto viaggiare gli uomini preposti sulle corsie laterali ed ha spento o acceso il gioco in mezzo a suo piacimento. Bessa e Fossati ad un certo punto si sono avvicinati alla panchina per prendere fiato e suggerimento da Pecchia.«Un allenatore», ammette il mister, «deve avere dei punti di riferimento e loro sono i miei. Cambiamo spesso il vertice e loro svolgono un lavoro molto prezioso, ma non per questo dimentico la prestazione di un giocatore come Valoti che già aveva fatto bene in Coppa Italia. Matia è stato molto bravo come del resto Pazzini. Il Pazzo oltre a segnare un gol di qualità ha lottato su ogni pallone. Ha consentito alla squadra di salire ed è stato un punto di riferimento costante là davanti. Sono molto contento».È stato lo stesso Pecchia ad andare sui singoli, mentre Romulo e Luppi sono una costante, ieri sera è piaciuto anche Caracciolo. Pratico e sempre presente al momento giusto. «Lui e Bianchetti non avevano dei clienti facili, come Antenucci e Cerri», precisa il tecnico gialloblù, «mi sono piaciuti, ma come Nicolas e tutti gli altri».Pecchia ha voglia di riposare. La gara con l’Avellino e questa ravvicinata di Ferrara, l’hanno provato anche fisicamente. Non è facile ripetersi a distanza di pochi giorni e non facile segnare sei reti. «Purtroppo, ripeto», prosegue Pecchia, «anche questa sera ne abbiamo subito uno. Dobbiamo migliorare è il campionato di serie B che è così. Avevamo il giusto rispetto della Spal ma, avete visto, è bastato perdere un pallone e non fare il giusto movimento che loro hanno riaperto la partita».Ormai la Spal è andata ed è questa la filosofia di Pecchia ed anche della società. Troppe sono ancora le gare da qui al termine del campionato, meglio riposare e pensare fin da questa mattina al prossimo avversario che, anche se non ha raccolto grandi consensi finora fuori casa, sa come farsi rispettare.«Sono d’accordo», conclude Pecchia. «Domenica ci aspetta una gara molto dura col Frosinone. Loro faranno un campionato di vertice con ottimi giocatori. Quindi testa subito alla gara del Bentegodi. Il Cittadella non si ferma e noi dobbiamo continuare a vincere». Siamo proprio sicuri che l’avversario di Pecchia e del Verona sia il Frosinone e non il Cittadella?
(Fonte: L’Arena)