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Verona-Frosinone, Pazzini: “E’ una squadra più ignorante rispetto a quelle sfidate finora!”

Verona’s forward Giampaolo Pazzini celebrates after scoring the second goal of the Italian serie A soccer match between Hellas Verona FC and AC Chievo Verona at Bentegodi Stadium in Verona, 20 February 2016. ANSA/ FILIPPO VENEZIA

Giampaolo Pazzini c’è, e si sente. La sua presenza in campo non è solamente un’«arma» intimidatoria nei confronti degli avversari. È sostanza che, poi, fa la differenza. Lo dicono a chiare lettere i numeri di questo inizio di campionato. Il rapporto minuti giocati-rendimento, lo certifica. Due gol ed un assist decisivo in poco meno di due ore passate in campo. In mezzo, un infortunio muscolare alla gamba sinistra che ha riportato alla mente la scorsa disgraziata stagione.RITORNO ANTICIPATO. Ed invece, no. Pazzini, tornato in panchina già contro l’Avellino, a Ferrara ha guidato l’attacco favorendo la serata magica di Mattia Valoti e mettendoci pure il timbro personale. «Avevo voglia di tornare», confessa l’attaccante. «Essermi fermato dopo soli quarantacinque minuti contro il Latina mi ha dato la sensazione di aver lasciato qualcosa in sospeso e il gol mi ha ripagato di quell’attesa che ho dovuto sopportare in queste settimane». Subito nei meccanismi dell’Hellas, quindi. I sessantotto minuti del Mazza significano molto per Pazzini. «Sto bene», garantisce. «Chiaramente, nel secondo tempo sono calato un po’ perché con la squadra ho fatto solo pochi allenamenti. Però, rientrare così, mi da tanta fiducia. Far gol aiuta sempre». Ci ha messo pochissimo a riallacciare il filo del discorso lasciato in sospeso alla prima di campionato. Una sponda vincente per il vantaggio, un pallonetto morbidissimo per il raddoppio, un miracolo di Meret a strozzare la gioia della doppietta e pure un calcio di punizione finito fuori di poco. «Mi tocca ampliare la gamma perché quest’anno la concorrenza è tantissima. Vogliono tutti segnare e sono bravissimi. Quindi, in allenamento, lavoro anche sui calci piazzati». Gli attaccanti veri, sono così. Vivono per il gol e non mollano mai. «Mi è dispiaciuto un po’ abbandonare il campo, ma sapevo che non sarei riuscito a tenere i ritmi per tutta la gara. Va bene così».CAUTELA. Insomma, a Ferrara si è divertito pure lui. il Verona ha offerto giocate per palati raffinati. Ha sciorinato calcio di categoria superiore dominando l’avversario ed ottenendo la prima vittoria esterna. Pazzini, però, da vero capitano, calma gli animi. «Lo sanno tutti che il campionato di B è infinito. Ci sono campi difficili e avversari scorbutici. Tutti fanno la partita della vita contro il Verona e noi ce ne rendiamo conto. Piedi sempre e comunque ben piantati a terra. Lavorare, migliorarsi e, soprattutto, dare continuità ai risultati. È questo quel che serve per non rischiare di essere fagocitati dai pronostici in nostro favore». Di categoria superiore, sì, ma il Verona può ancora migliorare. Anzi, secondo il bomber gialloblù deve farlo in fretta. «Possiamo fare di più nella gestione della palla, ad esempio. Non dobbiamo dare agli avversari le occasioni per rientrare in partita come, invece, abbiamo fatto anche contro la Spal. Ci vuole più aggressività per non abbassare la soglia di attenzione. E comunque, solo vincendo si dimostra la propria superiorità».L’ESAME. Più qualità e più carattere. Pazzini alza la famosa «asticella» e traccia la strada da seguire per non incappare nelle solite sbavature. Passo fondamentale, perché il calendario mette di fronte all’Hellas partite a difficoltà crescente. Cominciando dal Frosinone. «Sarà una gara sicuramente diversa. È una squadra esperta, più ignorante rispetto a quelle affrontate fino ad ora. Di sicuro un impegno più duro rispetto alla trasferta di Ferrara. Non possiamo farci trovare impreparati».Ecco, allora, la prova che potrebbe certificare o meno il valore e la crescita del Verona. Test di squadra ma anche test personale. «Ho a disposizione qualche giorno di lavoro per migliorare ancor di più la mia condizione fisica ed aiutare la squadra. Il calcio di Pecchia mi piace tanto ma è molto dispendioso, quindi bisogna farsi trovare pronti». Gol, assist, voglia di giocare e di rendersi indispensabile. Il Pazzini versione Serie B è pronto a diventare una «sentenza», almeno a Ferrara le cose sono andate così, il Frosinone è avvisato.

(Fonte: L’Arena)

 

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