Una passeggiata lungo il viale dei ricordi, nello stadio che fino a due anni fa era la sua casa. Non sarà una partita come le altre, quella di domani, per il direttore sportivo udinese Nereo Bonato. Protagonista della scalata dalla C2 alla A con il Sassuolo, il nuovo uomo-mercato bianconero affronterà per la prima volta – nella massima serie – la società che lo ha lanciato nel grande calcio. «Il Sassuolo – dice il responsabile della campagna acquisti che ha portato a Udine gente come il nuovo idolo Rodrigo De Paul – è immerso in una serie di partite ravvicinate (compresa l’Europa League, ndr) e speriamo di trovarlo leggermente più stanco rispetto a noi». Poi Bonato “affronta” il suo passato: «A Sassuolo – ricorda – ho fatto la mia parte. Si è costruito un progetto importante, pezzo dopo pezzo. E proprio quel progetto lo sento ancora un po’ mio. Qui a Udine invece è tutto diverso». Non tanto il modello, che differisce soprattutto per quanto riguarda l’interesse per i calciatori di nazionalità italaia, quanto per la fase che attraversa il club friulano. «A Udine – spiega Bonato – siamo all’inizio di un nuovo ciclo. È ancora tutto da fare e puntiamo a consolidarci. Al Mapei proverò ovviamente un pizzico di emozione, ma sarà un piacere ritrovare il Sassuolo». E magari incrociare in tribuna Giorgio Squinzi, il patròn neroverde che lo volle alla guida del progetto sportivo emiliano. «Con il Sassuolo – ricorda il ds dell’Udinese – mi sono lasciato più che bene. Quando ci siamo separati lo abbiamo fatto insieme. Rischiavo di perdere la mia autonomia e ci siamo salutati. Ora anche il Sassuolo è cresciuto, ma è partito da lontano, come deve fare oggi l’Udinese. Negli anni sono riuscito a portare a termine diverse buone operazioni e spero di riuscirci anche in Friuli. Squinzi è un grande imprenditore e vuole crescere ancora con la sua squadra. Dà grandi motivazioni ed è giusto credergli, quando dice di voler arrivare ancora più in alto». Bonato, invece, dovrà pensare a portare in alto l’Udinese.
(Il Messaggero)