Via il fioretto, ecco la spada. Nel Verona che ha messo da parte le armi più leggere per battere il Frosinone non solo con il bel gioco ma anche con la grinta e l’intensità in ogni parte del campo sbuca il volto sorridente di Matteo Bianchetti. Tornato finalmente a grandi livelli con una partita da applausi contro due attaccanti tra i migliori della B come Ciofani e Dionisi, rimasti a secco grazie anche alla prova del centrale gialloblù che ha aiutato la squadra a non subire reti per la prima volta in campionato.Con le solite uscite palla al piede ma anche mandandola più lontano possibile quando serviva e badando più alla sostanza che all’apparenza. Via l’abito della festa, quindi, per indossare vestiti da lavoro e l’elmetto da operaio utili a tenere lontani gli avversari. «Ne abbiamo date parecchie e prese altrettante», scherza Bianchetti mostrando sul volto i segni della battaglia. «È stata una partita maschia e intensa, bella da giocare». Probabilmente contro uno degli avversari più forti della categoria. «Il migliore che abbiamo incontrato finora, credo che a fine campionato sarà in alto. Abbiamo fatto un’ottima gara finalmente senza subire reti, era da tempo che rosicavamo perché le altre squadre con poche occasioni ci facevano gol, volevamo chiudere imbattuti».LA VETTA NEL MIRINO. Obiettivo raggiunto, anche se quello più grosso rimane tra le mani del Cittadella che ancora guida la classifica, a dispetto del ko dell’ultima giornata. «Siamo secondi ma il mister continua a ripeterci che noi dobbiamo essere là in alto. Stiamo inseguendo il primo posto e vogliamo arrivarci il prima possibile per poi rimanerci fino alla fine». Inutile nascondersi, il Verona continua a dimostrare di essere squadra superiore alla altre, e se prima mancava magari un pizzico di concretezza e di solidità difensiva la vittoria contro il Frosinone ha dato nuove certezze a tutta la truppa di mister Pecchia. Che alterna qualche effettivo ma lascia sempre Matteo Bianchetti titolare al centro della sua difesa.LA FIDUCIA DI PECCHIA. «Continuo a crescere una partita dopo l’altra, ho sempre più consapevolezza di me stesso e si affina l’intesa con i compagni», ammette il 23enne che sta vivendo la sua terza annata con la maglia dell’Hellas. «Magari all’inizio abbiamo fatto fatica perché con qualcuno non ci conoscevamo e dovevamo affinare meccanismi e movimenti. Ora va molto meglio, credo che la strada sia quella giusta». Per la squadra ma anche per quello che qualche stagione fa veniva considerato uno dei centrali più promettenti di tutto il calcio italiano. «Negli anni scorsi ho fatto qualche errore di gioventù», confessa. «Adesso sto cercando di venire fuori e di fare un salto di qualità ulteriore. Il mister mi dà grande fiducia ma anche tanta pressione e responsabilità, sono contento e so che devo continuare a lavorare per migliorare giorno dopo giorno».SEMPRE PIÙ CONCRETI. La crescita passa anche dalla capacità di cegliere quando in campo si può usare il fioretto e quando invece servono i fendenti violenti della spada, come è successo in più una occasione contro il Frosinone. «Lo stiamo capendo, non sempre si può giocare», ammette il difensore cresciuto nell’Inter, «il mister ce lo dice spesso, qualche campanile non fa mai male ed in campo ci sono anche gli avversari. Va bene muovere la palla a terra ed avere in mano la partita, ma bisogna capire il momento della gara, penso che contro il Frosinone ci siamo riusciti bene».È passato solo un mese ma il ricordo del calciomercato e le sirene della Serie A – Bianchetti aveva rifiutato una proposta importante della Sampdoria a pochi giorni dalla chiusura delle trattative – sembrano ormai lontani anni luce. «Nessun rimpianto, ho rifiutato la Sampdoria perché volevo solo il Verona», ribadisce. «So di aver fatto la scelta migliore rimanendo a Verona, qui c’è l’aria buona. L’aria giusta per arrivare a qualcosa di grande».
(Fonte: L’Arena)