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Tranquillo Verona, ci pensa Pazzini: media-record di un gol ogni 47 minuti!

Verona’s forward Giampaolo Pazzini celebrates after scoring the second goal of the Italian serie A soccer match between Hellas Verona FC and AC Chievo Verona at Bentegodi Stadium in Verona, 20 February 2016. ANSA/ FILIPPO VENEZIA

Finalmente il «Pazzo». Quello vero, quello che in carriera ha sempre segnato a ripetizione ogni volta che scendeva in campo. Quello che Verona aveva conosciuto troppo poco nella passata stagione, senza mai riuscire a innamorarsene per davvero. Difficile non farlo adesso, dopo quattro reti in campionato segnate in 188 minuti, con la media record di una ogni 47 giri completi delle lancette dei secondi. Le ultime due contro il Frosinone hanno confermato i pensieri del popolo gialloblù: il vero Giampaolo Pazzini è tornato, con la fascia di capitano al braccio e il gol sempre pronto per spingere l’Hellas verso la promozione. È la storia di un grande giocatore ritrovato dopo una stagione scorsa complicata, che pur era iniziata tra i clamori di un acquisto da prima pagina: il campione che firma un contratto di cinque anni con l’Hellas aveva però lasciato qualche dubbio tra chi temeva una carriera ormai al capolinea e chi pensava ad una condizione fisica precaria.SEMPRE IN GIALLOBLÙ. Di certo un campionato chiuso con la retrocessione ha lasciato il giudizio sospeso sul 32enne che non è mai riuscito a trovare continuità anche a causa di due infortuni fastidiosi. Poi la scelta di restare ugualmente, una decisione che probabilmente in pochi avrebbero preso dopo una carriera come la sua e con ancora possibilità di trovare squadra nel massimo campionato. Giampaolo Pazzini ha accettato di rimanere anche in Serie B con una riduzione dell’ingaggio e la voglia matta di tornare grande con il Verona. «Qui c’è qualcosa in sospeso», aveva detto in estate, «quella della scorsa stagione è stata la delusione più grande ma io non sono il tipo che fugge davanti alla responsabilità».IL NOSTRO CAMPIONE. Quella di segnare, ma anche di mettere la fascia al braccio che gli ha consegnato mister Pecchia in accordo con la società. «Pazzini sarà il nostro campione», il messaggio arrivato in coro dal tecnico gialloblù e dal diesse Fusco. Molto più di un capitano. Un uomo squadra, un trascinatore. Senza bisogno di alzare la voce o di titoli da prima pagina: il carisma da leader è qualcosa che si ha dentro da sempre, e basta parlare qualche minuto con lui per capirlo. Ma più che le parole Pazzini ama il campo, che già alla prima giornata gli aveva consegnato subito una gioia.MEDIA RECORD. Dopo poche palloni giocati ecco il gol contro il Latina, ma anche un infortunio che pareva riaccendere l’incubo delle ultime stagioni. Fuori per tre settimane si diceva, che poi sono diventate due per rientrare già contro il Benevento. Una gara vista dalla prima di tornare titolare a Ferrara contro la Spal: altro gol con colpo sotto al portiere in uscita nel 3 a 1 che ha consegnato la prima vittoria in trasferta per l’Hellas. Nella partita successiva la musica non cambia, anzi raddoppia: due reti contro il Frosinone con due rigori messi a segno con la freddezza del campione. La media diventa da record: Pazzini infatti sta firmando un gol ogni 47 minuti giocati in questa Serie B ed è il migliore di tutto il torneo nel rapporto tra impiego e reti segnate.«V» COME VITTORIA. E adesso l’esultanza dopo ogni gol sembra diversa rispetto all’anno passato. Rimane la stessa, con le due dita a forma di V per indicare gli occhi, come a dire «guardate qui» – un gesto che ha radici lontane, dai tempi di Firenze quando il suo amico e compagno Luca Toni esultava invece portando la mano all’orecchio – ma quegli occhi hanno una luce diversa sopra un sorriso grande. C’è una curiosità: chi frequenta il calcio giovanile di quelle «V» ne vede sempre di più, sono le mani dei ragazzini sparsi sui campi di città e provincia, magari gli stessi che qualche tempo fa quelle mani le avvicinavano all’orecchio ed ora imitano il loro nuovo idolo. Da Luca Toni a Giampaolo Pazzini. Il cammino del nuovo Hellas è appena iniziato, ma con il Pazzo diventa più facile anche sognare.Se la gode pure Fabio Pecchia. Felice del suo Pazzo Pazzo Verona. Oggi più Pazzo che mai.

(Fonte: L’Arena)

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