Non poteva capitare un test migliore per valutare lo statto di salute atletico e psicologico dell’Hellas dopo quattro vittorie consecutive. Questa volta sarà un derby del Lago d’alta quota, il Verona punta alla promozione diretta in A. il Brescia si è rilanciato con Christian Brocchi in panchina, dieci punti in classifica e tanti giovani che si sono già segnalati all’attenzione generale come Morosini e Bonazzoli. Appuntamento all’ora di pranzo per l’anticipo dell’ottava giornata del torneo cadetto, i gialloblù vanno a caccia della cinquina per continuare a volare verso la vetta della classifica, le «rondinelle» vogliono portare a casa un risultato positivo per restare agganciate ai quartieri alti della classifica.«Prepariamo questa partita da una settimana – ammette il tecnico del Verona Fabio Pecchia – siamo proiettati solo su come affrontare il Brescia. Una squadra giovane, forte, con qualità, che ha fatto grandi cose soprattutto con le grandi come Frosinone o Cittadella. Hanno idee, voglia di giocare, entusiasmo, un mix di esperienza e gioventù. Sappiamo che il Brescia ha attaccanti con caratteristiche diverse, ma questo non va a cambiare la filosofia del Brescia e di Brocchi, che ha fatto risultato con tutti i vari interpreti». Il mister non abbassa la guardia e cerca di sfruttare il momento positivo senza cali di tensione. «Sono molto soddisfatto del rendimento della squadra ma dopo la vittoria di Terni ho voltato pagina – spiega – per me ogni settimana vuol dire lavoro, vuol dire preparare la squadra alla gara dal punto di vista tecnico, tattico e psicologico. La maturità del gruppo passa anche attraverso la gestione dei momenti positivi come questo, non bisogna volare troppo alti, non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo». Tra le note stonate l’infortunio di Eros Pisano. Il terzino gialloblù non ha risolto il suo problema al ginocchio in settimana e non è stato convocato. «Lo teniamo a riposo – sottolinea Pecchia -. Vedremo chi giocherà al suo posto, già da qualche tempo lavoriamo su cose nuove. Vedremo, deciderò prima della partita». Il tecnico potrebbe arretrare Romulo – oppure anche Troianiello – sulla linea dei difensori riproponendo il solito 4-3-3 con Bianchetti, Caracciolo e Souprayen in difesa, Fossati, Bessa e Valoti in mezzo al campo e un tridente offensivo con Pazzini punto di riferimento centrale e due esterni sulle fasce. «Ma abbiamo provato anche la difesa a tre – aggiunge – e devo dire che mi ha dato sensazioni positive». In questo caso potrebbero giocare tre centrali come Bianchetti, Caracciolo e Cherubin in mezzo all’area per contenere la forza fisica di Andrea Caracciolo e Torregrossa, Romulo e Souprayen larghi a destra e sinistra, tre centrocampisti e due attaccanti – Pazzini e Ganz? – oppure un insolito 3-4-3 con due mediani davanti alla difesa e due esterni sulle fasce. Il tecnico ha convocato ventun giocatori dopo la rifinitura e non esclude mosse a sorpresa, per non dare punti di riferimento al Brocchi, per non allentare la tensione in casa gialloblù. «L’entusiasmo deve essere una benzina – ricorda Pecchia – non una cosa che fa perdere la mentalità e il contatto con la realtà. Dobbiamo avere la consapevolezza di rappresentare una piazza importante, ma bisogna avere la giusta umiltà. Per me non esistono partite facili né partite impossibili, tutto dipende dalla piega che prende la gara. L’umiltà deve essere la caratteristica vincente di questa squadra, il nostro punto di forza. Se siamo così, poi le prestazioni vengono fuori e di un certo livello». Dalla sfida con il Brescia al gol di Troianiello in allenamento con tanto di rabona che ha fatto il pieno di «mi piace» su tutti i social. «Un momento molto divertente – conclude il tecnico – ma sono proprio queste piccole cose che fanno capire cosa c’è dietro il lavoro quotidiano, tutti ormai cercano l’intensità e i ritmi alti. L’aspetto positivo è la compattezza del gruppo dopo il gol di Troianiello. Grande spirito di sacrificio al di là del protagonismo, perché il protagonista deve essere il gruppo. Ed è questo che si respira durante la settimana, la voglia di stare insieme, condividere le emozioni, di continuare a crescere. Le vittorie sul campo sono il frutto di questo lavoro».
(Fonte: L’Arena)