Serie A, Giaretta: “Qualche società rischia di andare gambe all’aria senza gli introiti dei diritti tv”

«Mi limito a dire che i calciatori sono uomini e per giocare ci vuole la testa libera. Fa bene l’Aic a insistere perché serve serenità. Ora non me li vedo proprio i giocatori ad allenarsi insieme, non sarebbero tranquilli neanche a parlarsi stando in cerchio in ascolto al mister». Questo il pensiero di Cristiano Giaretta, ex ds dell’Udinese ora al Cska Sofia in Bulgaria. Che su “Il Gazzettino” aggiunge: «È fondamentale chiudere la stagione e si è scelto il male minore spostando l’Europeo di un anno, ma adesso ci si dovrà muovere tutelando soprattutto le piccole società. In serie A mancano 124 partite alla fine che corrispondono a 316 milioni di diritti televisivi. Non portando a termine il torneo è plausibile che Sky e Dazn chiederebbero di non pagare quella cifra e si andrebbe a una vertenza, a un probabile sconto, e a quel punto ci andrebbero di mezzo le società che invece aspettano la ripartizione di quei compensi, uniti ai mancati introiti del botteghino e degli sponsor. E le società che fanno la spola tra A e B, e che hanno fatto il mercato legandosi ai proventi dei diritti tv, sarebbero bastonate e rischierebbero di andare gambe all’aria»

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