«A differenza del calcio, in azienda abbiamo spazi molto ampi e possiamo rispettare senza problemi la normativa di sicurezza. Nel caso del Cittadella dovremmo lavorare, nell’eventualità, per farci trovare pronti. Il nostro primo patrimonio sono i dipendenti e non li metteremo mai in una condizione di rischio». In questa riflessione c’è tutta l’umanità di Andrea Gabrielli: il presidente del Cittadella parla sul “Corriere del Veneto” della possibile ripartenza. Aggiungendo: «Mi piacerebbe terminare il campionato,ma solo se ci fossero le condizioni di sicurezza. Se si dovrà giocare in estate lo faremo, è un anno disgraziato e i sacrifici li dovremo sostenere tutti. Con 35 gradi e col caldo sarà più difficile, ma le scadenze classiche penso siano saltate in questa situazione di emergenza sanitaria».