Cambierà poco il centrocampo del Chievo. Il giusto. I migliori resteranno al loro posto, prima verità di questo avvio sonnolento di calciomercato. Il terzo atto di Rolando Maran a Veronello rivedrà parecchi attori protagonisti anche del passato recente, compresa una mediana che ha sempre moltissimo e che la dirigenza non vuole modificare se non attraverso pochi ritocchi. Già confermare il blocco dei titolari sarebbe tanto. Esattamente quel che è nelle intenzioni del Chievo.ALTO LIVELLO. Lucas Castro ha giocato un girone d’andata da top player, un ritorno ad un livello leggermente inferiore ma in generale un campionato da pedina insostituibile. Legato a doppio filo a Maran per i trascorsi comuni a Catania e grande colpo del diesse Luca Nember un’estate fa, Castro è uno dei pilastri più solidi da cui ripartire. Attorno all’argentino i sussurri non mancano, più di uno, ma tutti per ora deboli. Castro è stato un investimento consistente della società dopo un lungo inseguimento e dopo una stagione di questo tenore vale certamente parecchio, più di quanto qualche direttore sportivo abbia per ora abbozzato. Il Chievo ha in mano un contratto fino al 2018 e pure un’opzione eventualmente da far valere per allungarlo fino al 2019. La prima vera offerta deve ancora arrivare, ma il Chievo è deciso a tenersi un bene preziosissimo. A meno che non si parta da cifre davvero consistenti.PUNTO FERMO. Il mercato s’è accorto una volta di più del valore di Ivan Radovanovic, uno dei metodisti più affidabili della Serie A fra le squadre di medio livello come il Chievo. Perfetto per il centrocampo a tre che va tanto di moda e con ampi margini davanti perché in fondo ha ancora 27 anni. Qualcosa s’è mosso attorno a lui, poca roba però rispetto a quel servirebbe per un vero inizio di trattativa. Qualche telefonata è arrivata, ma Nember per adesso ha altre priorità. Come quella di piazzare i tanti giocatori che rientreranno al Chievo fra prestiti secchi ed eventuali riscatti. Il vero mercato inizierà soltanto dopo. Radovanovic resta uno dei giocatori maggiormente fedeli al Chievo, a Veronello da quattro stagioni e punto fermo in campo da tre. Con un contratto appena allungato di due anni, fino al 2019, la posizione del Chievo è di assoluta tranquillità. Ancor più serena è la società guardando a Perparim Hetemaj, altro pezzo da novanta, con un accordo fino al 2018. Nessuna intenzione di muoversi neanche da parte sua, così come per Radovanovic. Bel punto di partenza.GIOIELLO IN CASSAFORTE. Carta d’identità alla mano, il profilo più suggestivo per il mercato è quello di Nicola Rigoni. Giovane ma a 25 anni non più giovanissimo, esploso in Serie A solo quest’anno, capace di abbinare la fase difensiva a quegli inserimenti in zona-gol che il fratello Luca alla sua età non aveva ancora aggiunto al suo bagaglio. Come per Castro e Radovanovic, anche per Rigoni il mercato ha finora lanciato solo mezze idee senza che nessuno sia mai entrato nel concreto. Gli anni di contratto sono ancora due, il prossimo dovrebbe essere ancora col Chievo. Quando Rigoni è atteso al definitivo salto di qualità.CONTORNO DI LUSSO. I mesi d’estate serviranno al Chievo per capire quanto potrà contare su Mariano Izco, fermo dall’infortunio del 12 agosto scorso nell’amichevole di Vicenza e mai rientrato, se non attraverso allenamenti e partitine senza mai uscire da Veronello. Izco ha 33 anni, una posizione in bilico ma pur sempre un fedelissimo di Maran che a Catania l’ha impiegato in tanti ruoli ricevendo sempre molto. Il suo rientro però, previsto per febbraio, è slittato senza mai incrociare una data utile. In mediana potrebbe esserci qualche punto di domanda su Giampiero Pinzi, che al Chievo ha un contratto fino a giugno del 2017 quando avrà 36 anni. Al Chievo è di casa, la sua voce nello spogliatoio conta molto ma in campionato da titolare Pinzi ha giocato appena nove partite, con altrettanti spezzoni. La riflessione, sia per lui che Izco, dovrà essere particolarmente attenta, soprattutto perché il Chievo nella lista senior non potrà inserire più di 21 giocatori, portieri compresi. Serve quindi gente in grado di assicurare la massima affidabilità. Tecnica ma anche sotto il profilo della tenuta fisica. Senza dimenticare che l’opera di ringiovanimento del Chievo.La squadra più vecchia d’Europa, da qualche parte dovrà pur cominciare.
(Fonte: L’Arena)