«E come si fa a pensare al calcio in questo momento». Matteo Pessina lo esclama sulle colonne de “L’Arena” con preoccupazione: il centrocampista, nato e cresciuto a Monza e di proprietà dell’Atalanta, vive con ancor più apprensione questa emergenza Coronavirus. Aggiungendo: «Forse un po’ tutto andava fermato prima ma chi sapeva? Chi non ha parlato? Ora è assurdo cercare dei colpevoli, bisogna reagire e guarire. Il mio pensiero va a tutti. Medici, infermieri, volontari della protezione civile e chi pulisce gli ospedali. Tutti rischiano la loro vita per salvarne. Ora il calcio passa in secondo piano».