Vicenza, la storia di Renzo Rosso: imprenditore “smart” nella classifica dei Paperoni d’Italia

Capacità di far marketing, innovazione tecnologica, un team organizzato nel migliore dei modi: sono solo alcuni dei punti fondamentali che hanno fatto diventare grande Renzo Rosso. L’imprenditore di Brugine è uno degli uomini più ricchi d’Italia e secondo la rivista Forbes il suo patrimonio si attesta sui 3,3 miliardi di euro, come ribadito più volte dallo stesso patron biancorosso, il digitale è un mezzo potentissimo per far crescere le imprese è proprio questo gli ha consentito di diventare il terzo uomo d’impresa in Italia per quanto riguarda la presenza online dove vi è anche con “OTB Foundation”, Fondazione che si dedica al sostegno delle categorie più fragili e nel 2020 ha avuto un ruolo determinante nell’aiutare Ospedali e persone in difficoltà a causa del COVID.  Una bella storia di un uomo che si è fatto da sè ed è cresciuto in una famiglia di contadini e a quindici anni ha cucito il primo pantalone lasciando intravedere quello che sarebbe diventato il suo destino, ovvero diventare il fondatore di uno tra i marchi più importanti al mondo nell’ambito del fashion: la Diesel. Da quel lontano 1985 l’azienda di Breganze  ha aperto sedi in ogni parte del globo, e la galassia OTB ha acquisito sempre maggior importanza, ma Renzo Rosso non si è limitato al fashion perché nel 2018 ha rilevato il Vicenza e come da obiettivi ha raggiunto la serie B nel giro di due anni. In questa stagione i biancorossi non hanno fatto spese folli ma hanno agito con scelte oculate dirette alla pianificazione del futuro e il raggiungimento della massima serie nei tempi previsti. Tutto questo nell’ottica del business che non potrà prescindere dalla ristrutturazione del vecchio Menti e farlo diventare fonte di guadagno 365 giorni all’anno.

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