Venezia, Gamberini: “La chiamata di Javorcic è stata inaspettata. E la società…”

«Chiuso il secondo anno alla Virtus, avevo il desiderio di provare ad andare con le mie gambe. E con Fresco mi sono consigliato come ho fatto sempre perché lo ritengo un mentore. Mi stavo guardando intorno, ma sempre condividendo ogni passo con Gigi ed ero molto attento a ciò che poteva consigliarmi. Finché non è arrivata la chiamata inaspettata di Javorcic: mi ha parlato di istinto, di personalità, di quello che gli ho trasmesso quando ci siamo incontrati sul campo, soprattutto a Verona. E può aver influito il fatto che ho tentato di affrontare territori che non sono abituali nel nostro lavoro, come ho raccontato anche nella tesi. Il gruppo mi ha sempre “sopportato”: sono meticoloso, opportunista, rompiscatole. A volte non ho l’esperienza di comunicare e loro sono state le mie “cavie”. La vittoria di Padova è stata bellissima. Venezia è una società importante, ha una piazza ambiziosa e una proprietà ambiziosa. Stanno parendo dalle basi: è quello che piace a me. Parto con una grandissima motivazione, con una curiosità enorme: avere la possibilità di stare di fianco a Ivan mi riempie di orgoglio e mi dà la possibilità di inserirmi nella metodologia di un allenatore che quest’anno ha fatto una cosa incredibile. Un allenatore che tra gli emergenti è il profilo più forte»: queste le dichiarazioni rilasciate sulle colonne de “L’Arena” da Alessandro Gamberini, prossimo viceallenatore del Venezia.

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